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Formula 1, Alfa Romeo: Ferrari Junior o Scuderia vera ? Alfa Romeo torna in Formula 1, lo fa per vincere o per essere la riserva della Rossa? Qui proviamo a capirlo

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Un articolo pubblicato da Liberoquotidiano e scritto da Nino Sunseri cerca di analizzare i motivi dell’ingresso in Formula 1 di Alfa Romeo ed ha scatenato una valanga di commenti sul web.
Trovi il pezzo qui, noi cerchiamo di riassumerlo nelle righe seguenti.

Un paio di giorni fa Marchionne ha ufficializzato insieme alla Scuderia Sauber il ritorno in Formula 1 dopo decenni di Alfa Romeo (qui trovi il nostro pezzo per conoscere tutti i dettagli) e in molti hanno subito cercato di analizzare bene la mossa per capire il contesto in cui si inserirà il Biscione sia nel panorama della F1 che in quello Automotive.
Secondo quanto riportato su Liberoquotidiano l’accordo sarebbe “frutto di un ripiego: gli svizzeri speravano nella Audi prima della svolta elettrica di tutto il gruppo Volkswagen“.
Il nome del nuovo team sarà Alfa Romeo-Sauber presentandosi, sempre secondo le parole del giornale, come “la seconda squadra della Ferrari (anche se i comunicati insistono nel dire il contrario). Resta il fatto che il motore sarà la versione 2018 del Cavallino e i piloti saranno i due ragazzi dell’accademy di Maranello: Jacques Leclerc e Antonio Giovinazzi che proprio su una Sauber ha frantumato le sue prime abizioni in Formula 1 schiantandosi in qualifica contro il muretto dei box in Cina. La differenza più evidente alla fine, potrebbe essere la diversa gradazione di rosso sulle livree: amaranto per l’Alfa, rosso-corsa su Ferrari“.

L’opzione di certo è discutibile, anche se in realtà non sarebbe sbagliato utilizzare il frutto di anni di ricerca avvenuta sotto guida Ferrari per partire subito con il passo giusto nel Circus. Inoltre portando una seconda Scuderia, Marchionne può contare su una forte entrata economica dovuta ai dividendi dei diritti TV oltre ai soldi che verrebbero risparmiati grazie alla condivisione dello sviluppo.
Per quanto riguarda l’opzione dei fini esclusivamente di marketing questo non significa che sia sbagliata, vista la visibilità che sa dare la Formula 1, ad oggi la competizione motoristica più seguita e ricca al mondo!
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