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L’Europa vuole di più dall’Italia, aumenta il carburante In arrivo il rincaro dei prezzi del carburante, qui tutto quello che c'è da sapere

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L’Italia è nel mirino dell’Unione Europea per i suoi conti in “profondo rosso” e per questo il nostro Paese è stato invitato a iniziare delle manovre correttive che prevedono, come al solito, l’aumento della tassazione lì dove si è certi di avere risultati.Il Governo ha inviato alle autorità di Bruxelles una nota in cui si preannunciano misure contro l’evasione e altri interventi volti a far introitare maggiori somme alle casse dello stato. Nella nota si legge: “Lo sforzo di aggiustamento includerà misure come l’imposizione indiretta, le accise e ulteriori miglioramenti delle politiche adottate recentemente, con risultati soddisfacenti, per il recupero dell’imponibile”.

La lettera come se non bastasse è stata poco gradita ai vertici UE tanto da far circolare voci di possibili sanzioni ai nostri danni. Di fronte a tale minaccia il Ministro Padoan ha dichiarato in Senato che iniziative volte a soddisfare le richieste della Ue saranno prese entro Aprile. E tra queste c’è senza dubbio l’aumento delle accise, cioè le tasse che gravano sui prodotti petroliferi, benzina e gasolio in testa.
Queste le parole di Padoan “la prospettiva di una procedura di infrazione sul terreno economico-finanziario è allarmante perché ridurrebbe l’autonomia decisionale dell’Italia”.

Fonte: corriere.it
Fonte: corriere.it

La sola ipotesi di rivedere i prezzi dei carburanti ha scatenato la sommossa delle parti in causa. Queste le dichiarazioni di Federconsumatori “Come sempre, quando il Governo non sa dove reperire rapidamente e facilmente risorse per esigenze di bilancio, si attinge dal “Pozzo di San Patrizio” delle accise sulla benzina”. E’intervenuto poi il Codacons: “Gli automobilisti italiani sono senza dubbio la categoria più tartassata d’Europa. Lo dimostrano i numeri: tra il 2011 e il 2016 le accise sulla benzina sono aumentate complessivamente del 29% mentre quelle sul gasolio sono rincarate addirittura del 46%; percentuali che salgono rispettivamente al +31% e +48% se si considera l’aumento dell’aliquota Iva dal 20 al 22%”. Non manca la parola della CGIA di Mestre che si dichiara “Contrario all’eventuale aumento delle accise sui carburanti ipotizzato in queste ore dal Governo”. Nella nota la Cgia di Mestre fa presente che dal 2011 al 2016 ci sono stati ben sette aumenti”.

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