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Dieselgate 2: ecco la differenza tra FCA e VW, trema Renault In Europa c'è chi vorrebbe "fermarli" tutti, ecco il punto della situazione emissioni

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Fiat Chrysler Automobiles si rialza dopo la terribile giornata di ieri quando aveva fatto registrare il -16% a Milano ed il -10% a Wall Street. Dopo le accuse da parte dell’Epa, istituto per la protezione ambientale statunitense, le azioni del Gruppo hanno ripreso la crescita nella giornata di oggi, aprendo con un + 7,4% e chiudendo intorno al +4%. Mentre in Fiat tirano per il momento un sospiro di sollievo altra è l’aria che tira in Francia dove Renault, già coinvolta qualche mese fa in un controllo eccezionale che aveva fatto partire le voci di un possibile scandalo, si ritrova nel mirino con tre giudici (così ha annunciato la Procura di Parigi)che indagheranno sui dispositivi utilizzati dalla Casa per controllare le emissioni dei suoi motori diesel che si sospetta siano truccati: la notizia ha fatto crollare il titolo in Borsa del 4%.

Fonte: onautoshow.com
Fonte: onautoshow.com

Quello che vogliamo perà analizzare è la reazione degli analisti alla notizia del coinvolgimento di FCA. Su 30 persone che seguono il titolo, secondo quanto riporta Repubblica, 10 consigliano di vendere e 14 di comprare. In più emerge qui la differenza sostanziale dal Dieselgate Volkswagen: in caso di multa FCA potrebbe subire una punizione che va dai 450 milioni ai 3,4 miliardi e quindi visto il numero più basso di veicoli coinvolti il rischio per la tenuta della società è fortemente infieriore.
Fonte: ansa.it/motori
Fonte: ansa.it/motori

Dall’Europa nel frattempo la portavoce dell’associazione Transport & Environment di Bruxelles, Julia Poliscanova, denuncia: “Dieselgate? Volkswagen e Fiat Chrysler sono solo la punta dell’iceberg!“. Secondo l’associazione infatti i test svolti in casa avvenuti in Europa hanno qualcosa di sospetto. Da mesi i tedeschi avevano annunciato falle nei motori di 500X (diversi addirittura da quelli attualmente coinvolti negli Usa) e altrettante accuse sono emerse nei confronti di costruttori europei, arrivate però esclusivamente dagli States. In Europa denuncia la Poliscanova “L’ammontare di veicoli con motori diesel, con emissioni maggiori rispetto ad altri motori è molto superiore agli Usa. Siamo molto lontani dal prendere provvedimenti. Ho visto quel che sta accadendo con Renault ma ci dovrebbero essere molte più indagini, per esempio in Germania su Opel, in Italia su Fiat, nel Regno Unito sulle auto che vengono prodotte lì. In Europa non c’è reazione perché il problema è molto maggiore e la risposta è molto minore. E questo dipende dal fatto che non c’è un’autorità indipendente a livello europeo ma 28 diverse. I costruttori competono uno contro l’altro, i Paesi tendono a proteggere i costruttori nazionali e come risultato non proteggono la salute pubblica.

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