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A gennaio boom di richieste prestiti per auto e moto

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Il 2016 si apre nel migliore dei modi per quanto riguarda le domande di prestito da parte degli italiani.

Si assiste, nel primo mese del nuovo anno, a un vero e proprio boom delle richieste, nonostante il rallentamento fatto registrare a dicembre e la conseguente prudenza mostrata dagli analisti.

A gennaio 2016 le richieste di prestiti registrano un +11,7 per cento anno su anno

Cosa è accaduto, dunque, in apertura di questo 2016? Le domande di prestito presentate agli istituti di credito dalle famiglie italiane hanno fatto registrare un incremento molto più che sostanzioso, a due cifre: +11,7 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. Il dato è ancor più interessante – e rassicurante – se si prende in considerazione il fatto che solo un mese prima il comparto, dopo quattordici mesi di crescita, aveva fatto segnare una battuta d’arresto che aveva impensierito gli analisti. Continua, quindi, seppure con calma, il progressivo recupero verso i volumi pre-crisi. C’è da sottolineare, però, che rimane ancora da colmare il gap con il biennio 2009/2010. È quanto emerge dalle rilevazioni Eurisc , il sistema di informazioni creditizie di Crif, società specializzata in sistemi di informazioni creditizie, business information e soluzioni per la gestione del credito.

Il 2015 l’anno della svolta e la crescita si consolida un anno dopo

Fonte: http://pinthiscars.com/
Fonte: http://pinthiscars.com/

Sembra confermata, quindi, l’anticipazione del sistema di rilevazioni che ha visto nel 2015 l’anno della svolta per il comparto finanziamenti. Il dato relativo al primo mese dell’anno, infatti, conferma che la ripresa è in atto e che è frutto anche di una lenta ma costante ripresa dei consumi delle famiglie italiane. Secondo i dati Eurisc, in particolare, la crescita del primo mese dell’anno è trainata dai prestiti finalizzati. Non c’è da stupirsi, anche nei mesi passati, infatti, sono stati proprio i finanziamenti finalizzati a registrare incrementi importanti, al contrario di quanto accaduto con i prestiti personali. In questo contesto, nelle prime quattro settimane del 2016, i prestiti finalizzati hanno toccato quota +20,4 per cento.

Gli italiani chiedono prestiti per l’acquisto di auto e moto

A guidare la classifica dei giustificativi delle richieste sono stati gli acquisti, quelli per auto e moto usate. Una piccola inversione di rotta rispetto a quanto accaduto nel 2015, quando gli italiani hanno richiesto l’accesso a finanziamenti soprattutto per ristrutturare casa. Solo sul secondo gradino del podio, nel bilancio annuale, l’acquisto di moto e auto, sia nuove che usate. I prestiti personali fanno registrare un incremento più sostenuto, crescono solo dello 0,5 per cento. Anche in questo caso, però, è opportuno vedere il bicchiere mezzo pieno. Si assiste a un’inversione di tendenza, dopo oltre sei mesi di contrazione del dato. Un importante spinta al rilancio di questa tipologia di prestiti può arrivare dalle banche on line, come Ing Direct, che con Prestito Arancio offre sul proprio sito uno tra i più convenienti e funzionali prestiti personali a oggi sul mercato.

Quanto chiedono gli italiani e in quanto tempo lo restituiscono

I prestiti, oltre a registrare un incremento nel numero delle richieste, segnano anche un altro indicatore positivo: l’aumento degli importi a cui gli italiani richiedono di accedere. L’importo medio richiesto, infatti, a gennaio 2016, considerando l’insieme dei prestiti finalizzati e di quelli personali, è stato pari a 8.158 euro. Scindendo il dato complessivo, nel dettaglio: 5.446 euro i finalizzati e 10.715 euro i prestiti personali. Il dato nella sua totalità fa segnare un +13,5 per cento rispetto a gennaio dello scorso anno. Anche in questo caso, la cifra finale è ancora lontana dalle performance pre-crisi, se si confronta il dato con quello del 2008 emerge che la differenza è pari a -11,6 per cento. Per quanto riguarda, invece, la distribuzione per fasce di importo, è confermata la preferenza per la classe inferiore ai 5.000 euro. Rappresenta ben il 48,9 per cento del totale. E cosa dire della durata? In riferimento a questo indicatore è possibile dire che a gennaio 2016 il 37,6 per cento delle richieste presenta una durata inferiore ai 24 mesi.

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