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Indy 500, Alonso “É stato un peccato, ma comunque una bella esperienza” L’ex pilota di Formula 1 Sato si aggiudica la 500 miglia di Indianapolis. 7° posizione per Alexander Rossi. Fernando Alonso “tradito” dal motore Honda a pochi giri dal termine

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La 101esima edizione della 500 miglia di Indianapolis se l’ha aggiudica il giapponese Takuma Sato. Dietro al pilota della Honda si piazzano il brasiliano Castroneves, il britannico Ed Jones, l’altro inglese Max Chilton, Tony Kanaan e Juan Pablo Montoya. In 7° posizione si piazza l’Italo americano Alexander Rossi. Chiudono la Top ten Gabby Chavez e Carlos Munoz.

Quindi il “samurai” arrivato dall’Oriente conquista una delle gare più importanti dell’America e si prende così una grande rivincita dopo gli anni non troppo felici in Formula 1, infatti in 6 anni il giapponese può contare soltanto di un podio conquistato e di un 8° posto nella classifica finale Mondiale. Ma quello che sicuramente non potrà dirsi sodisfatto, nonostante abbia fatto una grandissima gara dall’inizio fino al momento del guasto al motore, è Fernando Alonso. Lo spagnolo ieri partita in 2^fila (5° posizione) e ha dimostrato subito di non essere un “rookie” (esordiente) infatti dopo vari tentativi è riuscito subito a diventare leader della corsa. Ma questo primato è durato fino al momento del terribile incidente che ha costretto i vari Howard e Scott Dixon ad abbandonare la gara. Ma dopo un bel po’ di giri e dopo continui botta e risposta con l’americano Rossi, lo spagnolo si è ripreso di nuovo la prima posizione. Posizione che ha perso di nuovo, manco a dirlo, quando i giudici di gara avevano fermato la gara a causa di un altro incidente. Così è stato ogni volta che la gara veniva fermata ed entrava la safety car. Ma ogni volta “Magic Alonso” si riprendeva la vetta battendo piloti “esperti” come Rossi, Hunter-Reay e Chilton. Così è stato anche alla chiusura del 100° giro, il quale gli e valso come premio di consolazione, visto che il pilota che finiva questo giro in testa, alla fine riceveva un “premio sostanzioso”, una somma di denaro che si aggira intorno a 70 milioni di dollari. Bella somma non c’è che dire, peccato che lo spagnolo aveva saltato il Gran premio di Monaco (vinto per altro ben due volte) aveva in mente di vincere tutt’altro…

La sua gara a bordo della Dallara-Honda termina a circa venti giri dal termine, a causa del solito guasto al motore il quale di solito smette di funzionare quando il pilota spinge al limite la sua monoposto. Oramai il due volte campione del Mondo, nonostante sia distante tantissimi chilometri dall’Europa, continua a portarsi dietro e a convivere con il suo “incubo peggiore”: Il Motore!. Verso le battute finali della gara arriva un colpo di scena che sicuramente ad Alonso non ha fatto per niente piacere: siamo a 13 giri dal termine e la monoposto di Oriol Servia tenta un’entrata millimetrica su James Davison toccandolo, da questo tamponamento sia i due sia i vari Will Power, Josef Newgarden e James Hinchcliffe sono costretti ad abbandonano la gara lasciando al giapponese via libera per vincere per la prima volta in carriera questo importante trofeo. Al traguardo, come da tradizione, il giapponese ha  bevuto un litro di latte e poi si è scattato  una foto ricordo con il “gigante” trofeo dando poi il via alla festa.

A vincere come abbiamo già detto, non è stato Alonso, ma è stata comunque una monoposto motorizzata Honda e il team Andretti Autosport, il quale con la vittoria di ieri ha affermato sempre di più il suo dominio sulla 500 miglia di Indianapolis visto che ora si trova a quota tre vittorie in quattro anni. Si può dire che questo può essere visto come un ottimo risultato. Speriamo che con la “brucante” sconfitta subita dal pilota di Oviedo lo stesso non si “demoralizzi” ma questo risultato sia di ispirazione e motivazione a partecipare ad altre edizioni della Indy car (magari già l’anno prossimo) con l’obiettivo di vincere visto che l’ex pilota di Ferrari e Renault ha dimostrato ancora di essere un campione e di saper ancora come si fa a vincere una gara importante dato che se il motore non l’avesse abbandonato ieri,  sicuramente staremo a festeggiare un campione che ha come obiettivo l’intenzione di vincere la “triple crown”, cosa che è riuscito a pochissimi piloti.

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