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Giorgio Langella: il Collaudatore Alfa ai nostri microfoni pt.1 L' ex collaudatore dell' Alfa Romeo ci racconta la sua storia tra mito e passione

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Carblogitalia.it ha avuto l’occasione di intervistare uno dei grandi personaggi della storia del Biscione: Giorgio Langella, storico collaudatore che in prima persona ha testato su strada e in pista, le Alfa nate dalla fabbriche di Arese.
L’intervista si è svolta tramite videochiamata. I dialoghi sono riportati in prima persona.

C.T.:”Allora sig. Langella, possiamo cominciare con l’intervista?”
Langella:”Si, però tieni presente che io non sono un personaggio. Io ti posso parlare dell’Alfa Romeo, ma vediamo le domande che vuoi farmi…”

C.T.:”Mah, le domande riguardano un po’ della sua carriera da collaudatore in Alfa Romeo e alcune sull’ Alfa Romeo in generale”.
Langella:”Se vuoi la storia te la racconto brevemente, a parte che sto scrivendo un libro da tempo, dove metto su tutti i miei racconti e le mie memorie. Ci vorrà ancora un po’ di tempo perché non lo faccio tutti i giorni…comunque…io sono entrato in Alfa Romeo esattamente il 16 Gennaio 1957. Era Mercoledì. Avevo 14 anni e avevo preso il posto di mio padre, dato che era rimasto invalido a lavoro. Lavorava in Alfa Romeo dal 1929. Appena arrivai mi portarono subito a reparto montaggio dove allora c’erano macchine meravigliose…c’era la Giulietta, la 1900, le SS, le Sprint, le Zagato. Non mi misero mai in catena a lavorare, salvo per sostituire qualcuno quando c’erano le influenze. Ho lavorato sempre fuori dalla catena facendo un po’ di tutto: meccanico, elettrauto, un po’ il carrozziere…insomma, facevo dei lavoretti, anche perché mi insegnavano a lavorare. Questo è stato fino al 1968. E praticamente ho lavorato anche a contatto con i collaudatori, gli storici collaudatori dell’ Alfa Romeo. Per un po’ di anni ho fatto gli interventi sui rimandi che facevano i collaudatori, nel senso che: i collaudatori prendevano la macchina che scendeva dalla catena di montaggio ed eseguivano la prova rulli e prova pista. Se andava bene la macchina, firmavano la delibera e quindi era tutto ok, altrimenti veniva mandata a reparto revisioni, venivano fatti gli interventi, ricollaudati e se i lavori erano stati eseguiti correttamente veniva deliberata la vettura. Io per alcuni anni ho fatto questo, direttamente a contatto con i collaudatori. Tra l’altro, essendo stato sempre la mascotte del mio reparto, mi conoscevano tutti. Poi nel 1968, dopo essermi sposato da poco più di un mese, mi hanno assegnato al reparto corse AutoDelta e sono stato li per un anno sempre come meccanico ed elettrauto. Naturalmente è stata una gran soddisfazione, ma contemporaneamente avevo fatto domanda per andare al collaudo perché…diventare collaudatore era il mio sogno. Le parole di mio padre, poco prima che entrassi in Alfa prendendo il suo posto, sono state queste: “Magari un giorno diventerai collaudatore“. I collaudatori Alfa Romeo a quei tempi erano dei miti. Dopo circa un anno di AutoDelta il capo responsabile mi aveva chiesto di rimanere li, perché secondo loro andavo bene. La mattina dopo mi chiama una segretaria dicendomi che la richiesta di andare al collaudo era stata accettata e che quindi dovevo rientrare. A quel punto ero di fronte ad una scelta non facile, però il collaudo era importante per me, anche se, l’ offerta di AutoDelta non era male a livello di prestigio. Quindi sono rientrato e ho iniziato la mia carriera da collaudatore. Nel reparto collaudo sono stato fino al 1973, dopodiché, sapendo che c’era anche il reparto di sviluppo prototipi di serie, ho fatto domanda. Fortunatamente l’hanno accettata e dal 1973 al 1992 ho seguito tutto lo sviluppo dei nuovi modelli e dei nuovi prototipi. E’ stata naturalmente una grandissima soddisfazione perché lo sviluppo di una vettura è una cosa altamente appassionante. Sarà stato pure rischioso, ma in quei momenti ai rischi non ci pensi perché è talmente bello il lavoro che ai rischi non si pensa.”
Giorgio Langella: il Collaudatore Alfa ai nostri microfoni pt.1
C.T.:”Come vive oggi la vita da ex collaudatore?”
Langella:”Questa è una domanda alla quale non è facile rispondere, nel senso che: quando sono andato in pensione ho fatto il corso per diventare istruttore di guida e un amico della mia città, sapendo che ero andato in pensione, mi prese con lui. Dal ’92 al 2009 circa ho fatto l’istruttore di guida. Nel contempo, mi pare nel ’93, mi ha chiamato la rivista Gente Motori. Qualcuno in Alfa aveva fatto il mio nome e diedero il mio numero. Quando mi telefonò il direttore responsabile pensavo fosse uno scherzo perché disse :” Sono il direttore di Gente Motori e avremmo bisogno di una persona come lei. Abbiamo avuto informazioni dall’ Alfa Romeo e ci hanno dato il suo nome ed il suo numero.”. Io pensando fosse lo scherzo di un amico dissi :” Vabbè, dai caro, parliamo di cose serie”. E lui :” Ma no guardi, io sono il direttore ecc. ecc.”…mi scusai e il mattino dopo sono andato alla sede di Gente Motori e mi ha proposto di fare alcune prove, non tutti i giorni, ma quando c’è n’era bisogno, infatti per circa un anno sono stato con loro, però facevo le prove circa una volta al mese…era anche difficile gestire gli appuntamenti con gli allievi e gli incontri con Gente Motori, in quanto capitava che durante una prova, si partiva che doveva durare due o tre ore, ma alla fine se ne andava tutta la giornata e quindi dovevo chiamare l’autoscuola dicendo di rimandare le lezioni degli allievi e quindi dovetti scegliere. Rispondendo comunque alla domanda…questa passione che io ho avuto è stata talmente immensa per me, e so che lo è stata anche per altri perché sono ancora in contatto con colleghi e amici. Spesso mi sono sognato che mi richiamavano in Alfa Romeo. Pensa che il mio capo responsabile del collaudo prototipi lo sento una o due volte all’ anno. Avrà circa 88/89 anni. Tempo fa, quando gli telefonai mi disse :” Sai Langella, ti metterai a ridere, ma ogni tanto mi sogno che mi chiamano per andare a fare delle prove sulla pista di Balocco“. Io gli dissi:” Guardi, questa storia succede pure a me, quindi non mi metto a ridere”. Certe cose non si possono dimenticare. Questa passione mi ha dato tantissime soddisfazioni. Grazie ha questa passione ho girato molti paesi. Sono stato quasi un anno nei paesi scandinavi e circa un anno negli Stati Uniti per lo sviluppo dell’ Alfa 164. C’è qualcosa di romantico in tutto questo.”

C.T.:”Quale fu la sua prima sensazione quando salì a bordo di un’ Alfa Romeo per testarla in pista?”
Langella:”Allora, devi sapere che quando ho cominciato a fare il collaudatore ho avuto prima un addestramento dai maestri collaudatori. Sono stato affiancato per un paio di mesi, prima che io potessi deliberare una vettura autonomamente. Quando mi hanno dato il via libera per poter firmare, la mia firma doveva essere accompagnata dal mio maestro per vedere se ero in grado di fare per conto mio. Cominciare da soli a fare quel tipo di lavoro è una cosa fantastica. Sapevo che l’Alfa Romeo aveva la pista di Balocco che era una pista bellissima. Era lunga di 5.5 Km ed era completa di tutto. Aveva una struttura tale da mettere alla prova tutti gli elementi di una vettura. Posso dire che l’emozione più forte fu quando arrivai ai cancelli della pista. Chi è appassionato di motori può capire la mia sensazione. E’ una sensazione impagabile.”
Giorgio Langella: il Collaudatore Alfa ai nostri microfoni pt.1
C.T.:”Come visse il periodo dell’ Alfa Romeo nel momento in cui Fiat acquisì la società?”
Langella:”Devo premettere che quando andai in pensione nel ’92, la Fiat era già entrata ufficialmente nel ’87/’88. Fino a quando sono stato io, c’erano già alcuni direttori Fiat in Alfa Romeo, però nel mio lavoro non ho mai avuto influenza nelle mie decisioni, anche perché lo sviluppo della 164 era già in corso. So che intorno al 2000 alcune cose erano cambiate. Tra l’altro, gli ultimi miei due direttori provenivano dalla Fiat. Questo è quello che ho recepito io. Anzi, se devo dirla tutta, gli ultimi tre anni che sono stato sotto la Fiat, ho avuto ogni anno un aumento, sono salito di categoria fino ad arrivare ad essere Quadro.”

C.T.:”Ma a livello di collaudatore, non ha avuto problemi nel ambientarsi da una berlina a trazione posteriore ad una a trazione anteriore?”
Langella:”No. Anche perché quando ti siedi a bordo di una macchina e la guidi per la prima volta, devi capire quali sono le sue caratteristiche e ti devi adeguare al modo di guida. Tutto dipende anche dal modo in cui tu imposti la tua guida. La cosa importante è che la devi impostare secondo le caratteristiche di quella vettura.”
Qui termina la prima parte. Domani alla stessa ora su Carblogitalia.it arriverà la seconda. Non perdetela!

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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

One thought on “Giorgio Langella: il Collaudatore Alfa ai nostri microfoni pt.1

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