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MEMORIE: Alfa Romeo 75 (FOTO) Per molti è l' ultima vera Alfa Romeo, per altri un punto di svolta per la tradizione del Biscione...scoprimo la storia della berlina sportiva a trazione posteriore chiamata "75"...

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto sconosciute, alle dimenticate e alle leggende.
Oggi parleremo di un Alfa Romeo intoccabile per gli Alfisti. Nata in un periodo difficile per l’ azienda (ai tempi gestita ancora dall’ IRI), è stata, è, e sarà l’ Alfa che ha messo in discussione per anni il mondo degli Alfisti, infatti, per alcuni viene considerata l’ ultima vera Alfa Romeo dato che nel 1986 la Fiat acquistò e divenne proprietaria della casa del Biscione. Amata e temuta da tutti, ecco a voi l’ Alfa 75.

Fonte: http://s1.cdn.autoevolution.com/
Fonte: http://s1.cdn.autoevolution.com/

La 75 può essere considerata l’ esempio perfetto di come l’ Alfa Romeo, riciclando lo schema meccanico dell’ Alfetta e ridisegnando la carrozzeria della Giulietta, sia riuscita a creare una vettura che, al primo sguardo, sembra completamente nuova.
Venne presentata alla stampa nel Maggio 1985 per festeggiare il 75° anniversario della nascita dell’ Alfa Romeo. In occasione della sua uscita, venne girato un cortometraggio a Cinecittà chiamato Alfa 75 Superstar. Il film ha come protagonista la macchina stessa, la quale giunge negli studi per la realizzazione di uno spot, ma si perde tra vari set di film in lavorazione.
La commercializzazione fu immediatamente successiva alla presentazione ma, nonostante la strategia volta al contenimento dei costi, i collaudi furono lunghi e molto scrupolosi. I primi prototipi però iniziarono i test quasi del tutto inosservati, “camuffati” utilizzando le scocche dei modelli Giulietta ed Alfetta, nella metà del 1984 iniziarono però ad effettuare i test dei prototipi con la nuova scocca e nei primi mesi del 1985 vengono prodotti circa 200 modelli pre-serie per essere collaudati in diverse tipologie di percorso al fine di ridurre al minimo difetti di giovinezza.

Fonte: http://www.clubalfa.it/
Fonte: http://www.clubalfa.it/

Le motorizzazioni a benzina erano le stesse della Giulietta (1.6, 1.8, 2.0, tutte a carburatori doppio corpo), ma venne aggiunto il V6 Busso a iniezione da 158 CV nella gamma (lo stesso di Alfa 90 e Alfetta GTV 6). Questa motorizzazione fece rinominare la 75 “Quadrifoglio Verde” in quanto era il propulsore più potente della gamma. Il 2.0 TD (sempre derivato dalla Giulietta) grazie all’adozione dell’intercooler e all’aumento della pressione di sovralimentazione erogava 95 CV, anziché 82.
Nel 1986 venne presentata la “1.8 Turbo“, spinta da una versione turbocompressa da 155 CV del classico 1.8 bialbero. Prestazioni, carrozzeria e interni erano simili a quelli della “Quadrifoglio Verde”. La versione da corsa della “Turbo” partecipò al Campionato Italiano Superturismo. Da questa versione, nacque una versione ancora più sportiva omologata per l’ iscrizione alla categoria “Gruppo A”. Questa versione venne chiamata 75 Turbo Evoluzione. La carrozzeria della Turbo Evoluzione era molto vistosa (spoiler anteriore, minigonne, cerchi in tinta e strip adesive). La squadra corse ufficiale dell’Alfa Romeo iscrisse alcune 75 Turbo Evoluzione alla prima stagione del WTCC nel 1987, facendo gareggiare nomi importanti dell’automobilismo sportivo come Alessandro Nannini, Nicola Larini e Giorgio Francia mentre nel DTM dello stesso anno una 75 venne affidata a Kurt Thiim. Molte Alfa 75 parteciparono, sia in veste ufficiale che privata, al Campionato Italiano Superturismo tra il 1988 ed il 1992. Riguardo agli esemplari di serie, è probabile che la loro potenza reale fosse assai superiore ai 155 CV dichiarati, viste le prestazioni erogate.

Fonte: http://www.autoblog.nl/
Fonte: http://www.autoblog.nl/

Nel 1987, per celebrare lo sbarco avvenuto un anno prima con il nome Milano dell’Alfa 75 sul mercato USA, vennero lanciate le Alfa 75 “America”, disponibili in due motorizzazioni: 1.8 Turbo da 155 CV e 3.0 V6 (185 – 188 CV). Le due versioni prendono la denominazione “America” grazie all’adozione della scocca realizzata per la Milano, caratterizzata dagli scudi paraurti ad assorbimento di energia e dal serbatoio carburante in posizione protetta dietro lo schienale del divano posteriore, oltre che di maggiore capacità (70 litri contro 49).
La prima versione rimpiazzava le “Turbo” con carrozzeria normale, mentre la seconda prendeva il posto della “Quadrifoglio Verde”.
Sempre nel 1987 venne lanciata la “2.0i Twin Spark“. Questa divenne in breve la versione più equilibrata e apprezzata. Il classico 4 cilindri bialbero 2 litri beneficiò di alimentazione a iniezione, nuova testata a doppia accensione e variatore di fase (conosciuta come VCT). La potenza saliva decisamente da 128 a 148 CV con un’erogazione migliore ad ogni regime e consumi più contenuti rispetto alla versione a carburatori. La Twin Spark vantava prestazioni sopra tutti i concorrenti tra i “duemila” aspirati da famiglia: oltre 200 km/h e 0-100 in circa 8 secondi. Gli elementi che caratterizzano l’estetica, sono i medesimi delle versioni “America”, fatta eccezione per gli scudi paraurti normali.

Fonte: http://www.alfistiromani.it/
Fonte: http://www.alfistiromani.it/

Nel 1988 la 75 subì un restyling che la riguardò sotto tutti i punti di vista. Esteticamente la calandra perde i listelli orizzontali, soppiantati da due prese d’aria a nido d’ape più grandi, mentre i gruppi ottici posteriori diventano completamente rossi, cambia la grafica delle placche identificative posteriori, e tutte le versioni ora ricevono il cofano motore in rilievo (prima elemento distintivo delle versioni più potenti).
Una nuova versione del 1.8 alimentato ad iniezione elettronica Bosch Motronic e variatore di fase equipaggia la “1.8 IE“, che affianca brevemente nei listini la “1.8 a carburatori”. La potenza del bialbero 1779 cm³ è invariata, ma l’iniezione elettronica ed il variatore di fase, le conferiscono notevole regolarità di funzionamento e contenimento dei consumi. Sarà una vettura molto apprezzata dalla clientela.
Il “2.0 TD” venne affiancato da un motore ancora più potente, sempre sviluppato dalla VM Motori. Si tratta di un inedito 2.4 TD da 112 CV. La notevole coppia motrice sviluppata dal propulsore induce l’Alfa Romeo all’adozione di una frizione bi-disco. La “2.4 TD” offre gli allestimenti esterni ed interni della versione “Twin Spark”.
Nel 1989 cambiò la disposizione delle scritte posteriori, e ci furono alcune migliorie nella disposizione dei comandi secondari sul quadro strumenti. Anche la versione “1.6” viene dotata del sistema di iniezione elettronica Bosch Motronic e variatore di fase.
Nella primavera del 1990 vengono presentate l’Alfa 75 Turbo Quadrifoglio Verde da 165 CV e la 75 3.0 V6 Quadrifoglio Verde potenziata da 192 CV, caratterizzate da nuovi interni in velluto spigato. La versione Quadrifoglio Verde è l’unica della serie “Turbo” ad avere il servosterzo di serie, prima non presente nemmeno opzionale. Sono disponibili a richiesta le versioni catalizzate 2.0 Twin Spark “Europa” e 3.0 V6 “Europa”.

Fonte: http://cdn.johnywheels.com/
Fonte: http://cdn.johnywheels.com/

Nel 1991, alla fine della produzione ufficiale, l’Alfa Romeo mise in vendita due allestimenti speciali numerati A.S.N. (rispettivamente 3500 della “2.0i Twin Spark” e 1000 della “1.8 Turbo”) con sedili Recaro, volante e pomello del cambio in pelle, specchietti in tinta, cerchi in lega speciali, colori grigio chiaro, rosso Alfa, bianco, nero e nero metallizzato e targhetta d’argento del numero della serie speciale sulla plancia.
All’inizio del 1992, col debutto della nuova 155, la gamma dell’Alfa 75 venne ridotta alle sole versioni 1.6 cat “Europa” e 2.0 TD, unificate nell’allestimento sia esterno che interno (paraurti e specchi retrovisori in tinta, e spoiler posteriore ed interni uguali alla Twin Spark). Restò in listino fino ai primi mesi del 1993.
È da segnalare però che in alcuni mercati la commercializzazione dell’Alfa 75 1.6 in versione catalizzata continuò fino al 1994 in quanto la clientela continuava ad apprezzare questo modello piuttosto che la Alfa 155, questo perché la nuova berlina, realizzata sul pianale Fiat delle Tipo/Tempra e Lancia Dedra, utilizzato anche per la 145 e la 146, adottando la trazione anteriore e le sospensioni MacPherson, deluse le attese degli appassionati del marchio.

Fonte: http://www.racedepartment.com/
Fonte: http://www.racedepartment.com/

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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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