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MEMORIE: Alfa Romeo 75 Turbo Evoluzione (FOTO) Quando il turbo incontra un' Alfa Romeo, il divertimento è assicurato

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto dimenticate, alle sconosciute e alle leggende.
Oggi parleremo di una BOMBA italiana. Trazione posteriore, turbo, ripartizione dei pesi 50/50, fiorente carriera agonistica…tutto fa pensare ad un’ Alfa Romeo 75 Turbo.
L’ Alfa 75 Turbo venne presentata nel 1986 ed era la versione turbocompressa derivata dal classico 1.8 Bialbero da 122 CV. La 75 Turbo, con qualche modifica al motore, riuscì ad erogare ben 155 CV lasciando invariata la cilindrata di 1779 cm3. Prestazioni, carrozzeria e interni erano simili a quelli della “Quadrifoglio Verde”.

Fonte: http://autoemotodepoca.altervista.org
Fonte: http://autoemotodepoca.altervista.org

La 75 Turbo venne anche “elaborata” dalla casa per poter essere omologata nella categoria Gruppo A ovvero la categoria in cui era possibile correre nel Campionato Italiano Superturismo Italiano. Questa nuova 75 venne rinominata Alfa 75 Turbo Evoluzione. Furono prodotti solo 500 esemplari, i necessari per l’ omologazione.
La carrozzeria della Turbo Evoluzione era molto vistosa: spoiler anteriore, minigonne, cerchi in tinta e strip adesive. La cilindrata venne però ridotta, da 1779 cm3 a 1762 cm3 poiché la 75 “Gruppo A” doveva competere in classe 3000 cm³ aspirato o con un coefficiente 1,7 se sovralimentato e con la cilindrata originaria di 1779 cm³ si otteneva: 1779 x 1,7 = 3024 cm³, donde la necessità di ridurre leggermente l’alesaggio per rimanere sotto il limite imposto (1762 x 1,7 = 2995).
La squadra corse ufficiale dell’Alfa Romeo iscrisse alcune 75 Turbo Evoluzione alla prima stagione del WTCC nel 1987, facendo gareggiare nomi importanti dell’automobilismo sportivo come Alessandro Nannini, Nicola Larini e Giorgio Francia mentre nel DTM dello stesso anno una 75 venne affidata a Kurt Thiim. Molte Alfa 75 parteciparono, sia in veste ufficiale che privata, al Campionato Italiano Superturismo tra il 1988 ed il 1992. Riguardo agli esemplari di serie, è probabile che la loro potenza reale fosse assai superiore ai 155 CV dichiarati, viste le prestazioni erogate. Molto probabilmente si aggiravano intorno ai 200 CV.
Lo stesso anno venne sviluppata dall’ AutoDelta la 1.8 Turbo per altre categorie. Venne prodotta in tre versioni distinte:
versione Gruppo N
versione Gruppo A3
versione Gruppo A1
La versione Gruppo N si distingue dalla sua genitrice Quadrifoglio Verde da una maggiore pressione di sovralimentazione del turbo, che portata a 1.4 Bar le permette di sviluppare 204 CV a 6000 giri\min. Il peso della vettura passa da 1240 a 1060 kg grazie all’eliminazione del sedile posteriore e dei materiali anti-rombo.
La versione Gruppo A3 è decisamente diversa dalla sua progenitrice, infatti il motore viene modificato nell’alesaggio della corsa, nel rapporto di compressione, nel sistema di iniezione Bosch, nella pressione di sovralimentazione turbina portata a 1.5 Bar, nella posizione dell’intercooler sopra il motore. la modifica ancor più importante è il nuovo cambio: a innesti frontali con frizione bidisco sinterizzata a secco. Eroga 280 CV a 6000 giri\min.
La versione Gruppo A1 è la più performante, è la categoria che gareggiava in classe IMSA International Motor Sports Association. Differiva dalla versione A3 per una maggiore rigidità del telaio, per un peso ridotto a 976 kg e per la pressione di sovralimentazione turbina portata a 2.0 Bar che le permette di erogare ben 400 CV a 6000 giri/min. Tocca i 300 km/h e accelera da 0-100 km/h in 4,87 secondi.

Fonte: http://i31.tinypic.com
Fonte: http://i31.tinypic.com

Nell’ autunno del ’87, per celebrare lo sbarco avvenuto un anno prima con il nome Milano dell’Alfa 75 sul mercato USA, vennero lanciate le Alfa 75 “America”, disponibili in due motorizzazioni: “1.8 Turbo” (1779 cm³, 155 CV) e “3.0 V6” (2959 cm³, 185 – 188 CV). Le due versioni prendono la denominazione “America” grazie all’adozione della scocca realizzata per la Milano, caratterizzata dagli scudi paraurti ad assorbimento di energia e dal serbatoio carburante in posizione protetta dietro lo schienale del divano posteriore, oltre che di maggiore capacità (70 litri contro 49).

Fonte: http://i733.photobucket.com
Fonte: http://i733.photobucket.com

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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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