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MEMORIE: Alfa Romeo Arna, l’ Alfa sbagliata Una delle prime case a creare una Join Venture che non andò a buon fine

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di Carblogitalia.it dedicata alle auto dimenticate, alle sconosciute e alle leggende.
Oggi parliamo di una vettura per metà italiana e per metà giapponese, simbolo di una join venture avvenuta troppo presto probabilmente e odiata da quasi tutto il popolo Alfista: l’ Alfa Romeo Arna.
A nulla servì quello slogan “Arna e sei subito Alfista”, dato che in 5 anni di produzione fu venduta in meno di 50.000 esemplari.

Fonte: http://motori.corriere.it
Fonte: http://motori.corriere.it

Era il 1980 quando l’ Alfa Romeo, per entrare nel segmento di mercato creato dalla Volkswagen Golf, decise di unirsi insieme alla Nissan per creare una vettura che a loro dire sarebbe stata perfetta. Per creare questa nuova vettura vennero scelte due auto ben conosciute: l’ Alfasud (di cui venne ripresa la meccanica) e la Cherry (di cui vennero presi i lamierati). Ci vollero ben tre anni per progettarla, assemblarla e rifinirla nel migliore dei modi. Molte furono le parti estetiche che furono rimodellate per renderle conformi agli standard italiani ed europei.
Nel 1983 venne presentata al Salone di Francoforte e fece anche una discreta figura agli occhi dei curiosi spettatori, ma diversa fu la reazione degli Alfisti.
Il listino prevedeva tre motorizzazioni tutte a benzina: 1.2 da 63 CV (L), 1.2 da 68 CV (SL) e 1.3 da 86 CV (TI) tutte alimentate a carburatore doppio corpo Solex. Il cambio era a 5 marce con una 5° molto lunga per abbattere i costi di carburante.
Gli interni erano di buona qualità e il cofano era molto profondo. La plancia era ben inquadrata e di semplice lettura.
Una cosa che piacque a tutti era l’ assenza totale della ruggine sui lati delle lamiere, simbolo di un ottimo trattamento da parte dei giapponesi.
Fonte: http://www.automobilismo.it
Fonte: http://www.automobilismo.it

Nel 1987 la sua produzione venne interrotta per lasciar spazio all’ Alfa 33, erede dell’ Alfasud.
Il rifiuto da parte degli Alfisti è dovuto dal fatto che le sue linee erano lontane anni luce da quelle sportiveggianti tipiche del Biscione.
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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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