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MEMORIE: Alfa Romeo Giulia (FOTO) L' auto preferita per il "guardie e ladri"...conosciamola insieme su CarblogItalia

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto d’ epoca di ogni tipo.
Oggi parleremo di una vera chicca che è divenuta famosa grazie alla sua meccanica fantastica, alle prestazioni e al suo utilizzo, ma anche per essere stata immortalata in ogni film d’azione degli anni ’60/’70. E’ stata una delle Alfa Romeo più vendute di sempre ed è l’ Alfa che sicuramente ha lasciato un ricordo indelebile nel cuore delle Forze dell’ Ordine…signori e signore, ecco a voi la storia dell’ Alfa Romeo Giulia.

Fonte: http://www.auto-classiche.it/
Fonte: http://www.auto-classiche.it/

La Giulia è stata prodotta dal 1962 al 1977 ed e stata proposta in diverse versioni: berlina, coupé, cabriolet e spider (572.646 furono realizzati nella versione berlina).
La Giulia, secondo le strategie dei vertici Alfa Romeo, doveva essere lanciata in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo stabilimento di Arese, ma a causa dei continui ritardi nella consegna, i primi esemplari vennero realizzati interamente allo storico impianto milanese del Portello. Poi, per circa 2 anni, si ebbe una curiosa fase di transizione durante la quale le scocche erano prodotte ad Arese, mentre la componentistica meccanica proveniva ancora dal Portello. Ciò fu possibile per la distanza dei due siti produttivi, che era di soli 15 chilometri.
Il suo compito principale fu quello di sostituire la sorella maggiore Giulietta, infatti da essa riprese lo stesso schema meccanico, soltanto che in certi aspetti venne di molto migliorato: la cilindrata venne incrementata da 1290 a 1570 cm³ e le valvole di scarico vennero modificate con il raffreddamento al sodio.
Le sospensioni anteriori avevano uno schema particolarmente sportivo a quadrilateri sovrapposti, mentre il retrotreno, pur utilizzando la classica e un po’ conservatrice soluzione a ponte rigido, fu reso più efficace spostando gli attacchi di molle e ammortizzatori dai semiassi ai bracci longitudinali, mantenendo la scatola del differenziale in alluminio ed evolvendo il disegno del braccio superiore di controllo dello scuotimento laterale.
La trasmissione era manuale a cinque rapporti, mentre i freni erano a tamburo, con quelli anteriori a 3 ganasce e tamburi in alluminio alettato.

Fonte: http://curiosando708090.altervista.org/
Fonte: http://curiosando708090.altervista.org/

Se la meccanica era d’avanguardia, anche la scocca a deformazione differenziata con cellula abitativa rigida e la linea della carrozzeria erano molto moderne. Grazie alla coda tronca, alle incavature laterali alla base della linea di cintura e al muso basso e sfuggente, la Giulia aveva un coefficiente di penetrazione aerodinamica bassissimo (0,34 Cx) grazie all’uso, durante la sua progettazione, della galleria del vento. Famoso fu lo slogan “la Giulia, l’auto disegnata dal vento“. Questo design dava al modello un tocco di notevole aggressività (i fari grandi alle estremità, e i piccoli all’interno, ricordavano una persona con le ciglia aggrottate).

Fonte: http://www.159ownersclub.it/
Fonte: http://www.159ownersclub.it/

Venne presentata presso l’Autodromo Nazionale di Monza il 27 giugno 1962 nella versione TI (acronimo di Turismo Internazionale).
Grazie alla cilindrata di 1570 cm³ e all’alimentazione con un carburatore doppio corpo verticale Solex 32 PAIA/7, il motore poteva erogare una potenza di 92 CV. Il cambio a 5 rapporti, all’epoca una chicca che era in genere riservata a vetture di alta sportività e classe, aveva però il comando con la leva al volante, che ne rendeva scomoda e poco sportiva la manovrabilità. Il sedile anteriore aveva la seduta in pezzo unico che la omologava per sei posti, mentre la plancia in plastica grigia, incorporava una strumentazione ad andamento orizzontale con tachimetro a nastro e un piccolo contagiri circolare sulla sinistra.
Nel 1963 venne presentata la versione alleggerita e potenziata “Giulia Ti Super“, pensata per la partecipazione alle gare della categoria Turismo. Esternamente la “Ti Super” si riconosce per la sostituzione dei fari di profondità con prese d’aria circolari e per i quadrifogli adesivi sulle fiancate che per la prima volta appaiono su un’Alfa Romeo di serie. Omologata nel Gruppo 2 la “Ti Super” diede buona prova delle sue qualità, restituendo parecchie soddisfazioni all’Alfa Romeo che coniò lo slogan: “Giulia, la berlina che vince le corse“.

Fonte: https://alfaromeoorg.files.wordpress.com/
Fonte: https://alfaromeoorg.files.wordpress.com/

Dopo averli sperimentati sulla “Ti Super”, nel 1964 l’Alfa Romeo aggiornò anche la “1600 Ti” adottando 4 freni disco , sedili anteriori separati e leva del cambio a cloche sul pavimento.
Nel 1965 la “1600 TI” venne affiancata dalla “Giulia Super“. Finiture più curate (plancia rivestita in legno, strumentazione circolare, sedili ridisegnati, profilo “sottoporta” cromato, diversi fregi posteriori, biscioni smaltati sui montanti posteriori) erano le caratteristiche salienti della “Super”, insieme con il motore che, grazie all’adozione di due carburatori doppio corpo orizzontali (Weber 40 DCOE4 oppure Solex 40 PHH/2) , erogava 98 CV. Il nuovo rapporto al ponte 9/41 le consentì di raggiungere nella prova su strada di Quattroruote i 177,154 kh/h, velocità di poco superiore alla precedente “Ti”, ma raggiunta a un minore regime di giri, con un miglioramento del comfort e dei consumi.
Nel 1967 la “1600 TI” uscì di listino venendo rimpiazzata, come versione di accesso, dalla “1600 S“, che era dotata di un motore (sempre con un singolo carburatore doppio corpo) potenziato a 95 CV DIN, strumentazione simile alla “Super” ed eliminazione di quasi tutti i profili cromati.
Nel 1969 la “Super” venne potenziata a 102 CV grazie a nuovi alberi a camme e all’aumento del diametro dei tubi Venturi, dei carburatori (Weber 40 DCOE27 o Dell’Orto 40 DHLA o Solex C40 DDH/6) che le consentivano di raggiungere una velocità massima di 178,231 km/h.

Fonte: http://www.classicitaliancarsforsale.com/
Fonte: http://www.classicitaliancarsforsale.com/

Nel 1964 venne lanciato il modello d’accesso Giulia 1300, con motore di 1290 cm³ dotato di un carburatore doppio corpo che erogava 78 CV evoluzione di quello montato sulla Giulietta TI, cambio a 4 marce, frontale con due soli fari anziché 4 come sulla 1600, interni molto semplificati e dotazione di accessori ridotta all’osso (mancavano anche la luce di retromarcia e il servofreno). Nonostante le economie si affermò immediatamente come la 1300 più veloce del mondo, con una punta dichiarata di oltre 155 km/h; nella prova di Quattroruote raggiunse i 160,392 km/h.
Nel 1966 venne presentata la 1300 TI, con motore di 1290 cm³ alimentato sempre da un carburatore doppio corpo verticale Solex 32 PAIA/7, ma potenziato a 82 CV grazie al superiore rapporto di compressione e ai collettori di aspirazione e scarico maggiorati, simili a quelli della 1600 TI. Dalla 1600 ricevette anche il cambio (“L’unica 1300 a cinque marce”, reclamizzava la casa) e finiture più curate. Sempre invariato il frontale con due soli fari.
Nel 1970 nacque la Giulia 1300 Super, che riprendeva le finiture dell’omonima versione 1600, raggiungendo prestazioni ancora più elevate grazie al motore 1300 alimentato con 2 carburatori orizzontali doppio corpo (Weber 40 DCOE 28, Dell’Orto DHLA 40, Solex C 40 DDH/4) da 89 CV già utilizzato sulla GT Junior fin dal 1966. Nella prova di Quattroruote raggiunse i 166,879 km/h a fronte di una velocità dichiarata di 165 km/h.
Nel 1971 la 1300 base venne tolta di listino.

Fonte: https://upload.wikimedia.org/
Fonte: https://upload.wikimedia.org/

Nel 1972, in occasione di un leggero restyling, la gamma venne semplificata e l’offerta ridotta a due soli modelli. Le modifiche estetiche riguardarono la calandra (ora nera con 5 barre cromate), l’eliminazione delle cornici cromate attorno alle luci posteriori e i cerchi ruota.
All’interno venne mantenuto l’allestimento Super, con alcune variazioni (consolle centrale rivestita in legno) e semplificazioni (pavimento in gomma anziché in moquette). La Giulia Super era disponibile nelle due versioni, assolutamente identiche anche nel frontale a 4 fari, “1.3” da 89 CV e “1.6” da 102 CV.
Nel 1974 un restyling più consistente diede vita alla Nuova Super. A cambiare furono il frontale (nuova calandra in plastica nera, diverso scudetto Alfa Romeo, cofano motore liscio), i paraurti, la coda (cofano liscio, diverso layout delle luci) e gli interni (plancia rivista, consolle centrale con bocchette di ventilazione frontali, pavimento in moquette, sedili con poggiatesta). Per quanto riguarda invece la meccanica, non ci fu nessuna novità.

Fonte: https://upload.wikimedia.org/
Fonte: https://upload.wikimedia.org/

Nonostante gli anni trascorsi, la Giulia continuava a distinguersi, anche in quest’ultima versione, per le doti motoristiche e dinamiche. Una nota rivista specializzata annotò “la berlina 1300 più veloce del mercato”, e ancora nell’accelerazione da fermo “il tempo sul chilometro da fermo è ancora oggi il migliore ottenuto da berline 1300”.
Nel 1976 venne lanciata la Nuova Super Diesel, mossa da un 4 cilindri Diesel di 1760 cm³ prodotto dalla Perkins Engines (era lo stesso dei furgoni Alfa Romeo F12). Progetto figlio della crisi petrolifera, adottava un motore da 55 CV che consentiva una velocità massima di 135 km/h. Costruito interamente in ghisa, già per l’epoca era considerato poco adatto ad una berlina di impostazione sportiva a causa del suo eccessivo peso. La Nuova Super Diesel non ottenne il successo commerciale sperato a causa dei meno di 6.500 esemplari prodotti. Inoltre, avendo mantenuto lo stesso telaio della versione benzina, le vibrazioni tipiche dei propulsori diesel ne causavano cedimenti strutturali.

Fonte: http://img1.annuncicdn.it/
Fonte: http://img1.annuncicdn.it/

CURIOSITA’:
– In casa Alfa, il pianale della Giulia venne utilizzato per creare le Alfa Romeo Montreal, 1750/2000 berlina e Gran Sport Quattroporte;
– Vennero create da alcune carrozzerie le versioni di Giulia Promiscua o Giardinetta. Tutte erano equipaggiate con il motore 1600. Alcuni esemplari differivano da loro perché le carrozzerie ad elaborare questa versione furono ben 4.
– La Giulia è stata utilizzata dalle varie Forze dell’ Ordine per quasi vent’anni;
– Il cantante Lucio Battisti possedette un esemplare della Giulia;
– La Giulia Nuova Super Diesel fu la prima autovettura equipaggiata con motore Diesel ad entrare ufficialmente nel listino di casa Alfa.

Fonte: http://poliziadistato.it/
Fonte: http://poliziadistato.it/

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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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