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MEMORIE: Alfa Romeo Spider “Duetto” (FOTO) La storia della vettura più longeva della storia del Biscione. Scopriamola su CarblogItalia.

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto storiche italiane.
Oggi parleremo di un’ Alfa Romeo che è stata in produzione ininterrottamente per 28 anni, si è trasformata per ben 4 volte ed è stata l’ Alfa che in America divenne una star grazie al film “Il laureato” con Anne Bancroft e Dustin Hoffman. Stiamo parlando della bellissima ed eterna Alfa Romeo Spider, conosciuta anche come “Duetto“.

Fonte: http://media.autoblog.it/
Fonte: http://media.autoblog.it/

Venne disegnata da Pininfarina e venne presentata all’ Autosalone di Ginevra nel 1961, ma la sua produzione iniziò solo nel 1966 dato che per i vertici Alfa Romeo la sua linea era troppo avanti con gli anni.
La 1° serie venne sopranominata “Osso di Seppia” perché la sua forma richiamava la forma dell’ osso del mollusco. Il motore era lo stesso 1600 della Alfa Romeo Giulia Sprint GT nella più potente versione “Veloce“. Ben 109 CV erogati da 2 carburatori a doppio corpo orizzontali Weber 40 DCOE 27. La velocità massima a capote aperta era di 174 Km/h, che diventavano 180 Km/h a capote chiusa.

Fonte: http://www.autoviva.com/
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Nel gennaio del 1968, per seguire le tendenze di aumento prestazionale delle vetture di tutta la “gamma” Alfa Romeo, alla già brillante 1600 fu affiancata la versione definita “ 1750 Spider Veloce” che montava un motore più potente ed elastico. Sviluppava 114 CV ma il peso della carrozzeria fu portato da 990 kg a 1040 kg.
Nel giugno 1968 al fine di poter offrire una “Duetto” ad un prezzo più economico, si affianca nella produzione anche una versione più economica, definita “Giulia Spider 1300 Junior” che si distingueva esteticamente per l’assenza delle calotte ai fari anteriori, per i deflettori fissi e per una diversa posizione delle gemme laterali delle frecce. Il motore era lo stesso delle “Giulia Super 1300” e delle “1300 GT Junior” con cilindrata di 1290 cm³ che sviluppava 89 cv.
Nel dicembre del 1968 la spider 1600 nata come modello di punta, ed ormai superato dalla nuova versione più potente dotata del motore 1750, venne messa fuori produzione.

Fonte: https://upload.wikimedia.org/
Fonte: https://upload.wikimedia.org/

Nel 1969 venne presentata la 2° serie al Salone dell’ Automobile di Torino che venne subito rinominata “Coda Tronca“. Il taglio della coda era una teoria del Professor Kamm. Il professore riteneva che tagliando la coda del veicolo, si poteva ottenere una maggiore spinta in avanti determinata dai vortici d’aria che distaccandosi in modo repentino, provocavano un maggior avanzamento. Di conseguenza, vennero modificati i paraurti e il parabrezza venne inclinato di più per garantire un beneficio nel design e nell’ aerodinamicità.

Fonte: http://www.alfaroma.it/
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Nelle motorizzazioni venne aggiunto un 2.0 da 132 CV, mentre il 1750 uscì di scena.
Nel 1972 il listino vede il ritorno della motorizzazione di 1.6, con le versioni Spider Junior 1.3 e 1.6, unificati nell’allestimento, con l’eccezione del volante in legno Hellebore fornito sul 1.6.
Nel 1974, a causa la crisi petrolifera, la versione 2.0 perse qualche CV di potenza e da 132 aveva ora 128 cv, stessa sorte capitò al motore 1600 da 109 CV che venne rimpiazzato dalla versione montato sulla Giulia berlina da 102 CV.
Nel 1977 la versione 1.3 non è più disponibile in listino e fino al 1979, oltre alla 2.0, fu venduta solo la versione 1.6 junior.
Tra il 1979 e il 1981 fu prodotta una serie speciale con il motore del GTV 2.0, in grado di erogare 150 cv e permettendo alla vettura di raggiungere oltre i 205 km/h.
Nel 1978 venne presentata per il mercato Americano la prima serie speciale denominata “Niki Lauda Spider”. Una versione della 2000 Spider Veloce “America” dotata di iniezione Spica, realizzata in onore del pilota Campione del Mondo di Formula Uno Niki Lauda che nel biennio 1978-1979 correva con la Brabham motorizzata Alfa Romeo.

Fonte: http://cdn3.cdnme.se/
Fonte: http://cdn3.cdnme.se/

Nel 1983 venne presentata alla stampa la 3° serie sopranominata “Aerodinamica“. Esteticamente vedeva l’adozione di nuovi paraurti avvolgenti, mentre la coda tronca è modificata da un nuovo insieme di fari posteriori più grandi di uno spoiler nero in materiale sintetico. La modifica di per se originale ed in linea con le tendenze dei primi anni ’80, oggi non è molto apprezzata, ma deriva comunque da un approfondito studio effettuato dalla Pininfarina nella galleria del vento, con vantaggi aerodinamici che però non giovarono all’estetica della ormai classica Duetto.
Questa serie venne prodotta con 2 motorizzazioni, 1.6 e 2.0 a carburatori con potenze rispettive di 102 CV e 128 CV.

Fonte: http://www.spideralfaromeo.it/
Fonte: http://www.spideralfaromeo.it/

Nel 1986 viene immessa sul mercato una nuova versione restyling della 2.0 a carburatori denominata “Quadrifoglio Verde” anche se la potenza rimase invariata a 126 CV. Le variazioni di carrozzeria quali paraurti anteriore e posteriore che inglobano fascioni aerodinamici marcati, di comune design con le bandelle sottoporta, ed i nuovi cerchi in lega da 15 pollici la rendono immediatamente distinguibile.
All’interno questa versione più grintosa nell’aspetto si presenta con sedili più avvolgenti e di colore grigio piombo con impunture rosse, così come rossa risultava essere la moquette sul pavimento. All’esterno vennero mantenute le appendici in gomma morbida già presenti sulla coda. Anche gli specchi retrovisori sono i nuovi “candelabri”, di plastica nera. La “Quadrifoglio Verde” venne prodotta in 2.692 esemplari in due soli colori: Rosso Alfa e Grigio Metallizzato.
Questa serie terminò di esistere con l’avvento della quarta e ultima serie nel 1989, ed è l’ultima a proporre il motore di 2000 cm³ con i carburatori, per motivi di rispetto delle normative anti inquinamento.

Fonte: http://www.duettoclub.it/
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Nel 1989 con la 4° e “Ultima” serie, la Pininfarina ritorna alle origini realizzando una linea pulita e filante ottenuta eliminando le appendici che la appesantivano la linea. Con la scomparsa dello spoiler il look è più snello e decisamente accattivante. I paraurti sono di tipo integrato, più incassati e dello stesso colore della carrozzeria, il marchio sullo scudetto anteriore che viene rivisto e ricavato dal paraurti, le minigonne laterali sono sostituite dai coprilongheroni. I nuovi specchietti retrovisori elettrici regolabili dall’interno e i gruppi ottici posteriori sono ridisegnati sullo stile dell’allora ammiraglia 164.

Fonte: http://www.erfabber.com/
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Lo schema meccanico rimane immutato e la Spider viene offerta in versione 1.6 a carburatori con motore da 109 CV e in versione 2.0 ad iniezione elettronica, quest’ultimo dotato di variatore di fase che agisce sull’albero di aspirazione. Quest’ ultima motorizzazione dotato di catalizzatore e sonda lambda. La potenza era pari a 120 CV.
Nel 1990 vennero inizialmente proposti colori come il classico “Rosso Alfa”, il “Nero”, il “Grigio Metallizzato” e il “Bianco”. A partire dal 1991 la gamma colori venne ampliata con l’aggiunta del “Rosso Proteo Metallizzato” e dal “Verde Inglese”. Tutti questi colori prevedevano l’interno beige.
Per il solo mercato francese, nel 1991, venne proposta la versione speciale “Beauté” in 120 esemplari, allestita secondo le indicazioni dello stilista francese Jean-Louis Scherrer.
L’ultima versione speciale della “Duetto” venne allestita nel 1994 per il solo mercato statunitense, in 190 esemplari. Denominata “Spider Veloce CE” (acronimo di Commemorative Edition), celebrava i 28 anni di produzione e la conclusione della stessa. Con quest’ultima versione tornava ufficialmente la dicitura “Duetto“, leggibile nell’emblema dorato posto in centro alla calandra e formato dall’incrocio delle bandiere con gli stemmi Alfa Romeo e Pininfarina, recante la scritta “Alfa Romeo Spider Duetto 1966-1994“. Le vetture di questa serie sono tutte dotate di aria condizionata, idroguida, air bag e catalizzatore che ne limita la potenza a 117 CV.

Fonte: http://www.alfabb.com/
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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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