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MEMORIE: Autobianchi A112 (FOTO) La piccola superutilitaria italiana adatta alle strade italiane...e alle corse. Scopritela su CarbolgItalia.it

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto storiche italiane.
Oggi parleremo di una piccola bomba velenosa, madre della Fiat 127 e figlia ribelle di Carlo Abarth. E’ stata in produzione per quasi 20 anni per un totale di oltre 1,2 milioni di esemplari ed è stata costruita in ben 8 serie.
Signori e signore, ecco a voi l’Autobianchi A112.
Nata come acerrima rivale della inglese Mini, la A112 venne presentata nel 1969 al Salone dell’Automobile di Torino ed ottene immediati consensi da parte della clientela giovanile e femminile.

Fonte: https://upload.wikimedia.org/
Fonte: https://upload.wikimedia.org/

Il successo di vendite fu immediato e talmente consistente che, nonostante i continui ampliamenti delle linee di montaggio, per alcuni anni la produzione non riuscì a soddisfare una domanda corposa ed in costante crescita, costringendo gli aspiranti proprietari del nuovo modello a snervanti attese che in molti casi superavano i dodici mesi.
Oltre all’aspetto gradevole ed alla brillantezza delle prestazioni, anche i contenuti costi di acquisto e d’esercizio contribuirono a farne una delle automobili più diffuse e apprezzate.
Al momento della commercializzazione, la A112 era disponibile con un solo motore ed allestimento. Il motore, derivato dalla serie 100, era un quattro cilindri in linea con albero a camme laterale, con 903 cm³ di cilindrata e 44 CV di potenza massima. Accoppiato a un cambio manuale a 4 rapporti, permetteva di sfiorare i 140 km/h con consumi contenuti in media di 6,9 litri ogni 100 km.
Le ottime doti di accelerazione della vettura, che passava da 0 a 100 km/h in 13,7 secondi e percorreva i 400 metri con partenza da fermo in 18,874 secondi, facevano ritenere che il motore disponesse in realtà di una potenza superiore ai 44 CV dichiarati dalla casa costruttrice.
L’impianto frenante era di tipo misto, dischi davanti e tamburi dietro, ma privo di servofreno e con freno a mano inusualmente sulle ruote anteriori. Il comportamento stradale era brillante, maneggevole e con buona tenuta di strada.
L’allestimento prevedeva sedili in skai e plancia con strumentazione circolare, mentre il bagagliaio aveva una capienza di 180 litri.

Fonte: https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/
Fonte: https://s-media-cache-ak0.pinimg.com/

Nell’autunno del 1971, per uniformare la produzione tra la 127 e la A112, venne installato su quest’ultima lo stesso motore con 47 CV che equipaggiava la neonata 127, anche se la casa continuò a dichiarare 44 CV ancora per diverso tempo.
Sempre in quell’anno, visto il successo ottenuto e le ottime doti stradali, la casa decise di ampliarne la gamma con l’introduzione delle versioni E ed Abarth.
Nel marzo del 1973 fu introdotta la seconda serie. Vennero apportate alcune leggere modifiche. All’esterno si notavano nuovi paraurti in gomma nera con inserti cromati (anziché metallici con profilo in gomma), una diversa mascherina con “maglia” differente e nuovi cerchi ruota, mentre all’interno vennero apportate varie migliorie a plancia e sedili.
L’allestiemnto “E” divenne “Elegant” che prevedeva finiture più curate e con la possibilità di equipaggiamento anche con verniciatura in tinta unica, mentre la versione base, denominata Normale conservava i paraurti in metallo con fascia in gomma.
Il modello a subire i maggiori mutamenti estetici fu l’Abarth, che poteva essere ordinata anche in versione monocolore. All’interno, inoltre, presentava nuovi sedili con rivestimento in tessuto a scacchi, mentre dalle fiancate scomparivano i caratteristici loghi a forma di scorpione.
Non vi furono, invece, novità tecniche: le motorizzazioni rimanevano 903 cm³ per la normale e la Elegant e 982 cm³ per l’Abarth.

Fonte: http://www.omniauto.it/
Fonte: http://www.omniauto.it/

La terza serie, presentata all’inizio del 1975, differiva dalla precedente per i gruppi ottici posteriori ridisegnati (con luce di retromarcia integrata su Elegant e Abarth), griglia di sfogo sul montante posteriore più ampia ed una differente conformazione dei pannelli interni posteriori che, garantendo maggior spazio trasversale, consentivano l’omologazione per 5 persone.
La gamma Abarth, per la quale sono rese disponibili anche nuove tinte (blu elettrico e verde brillante, oltre al rosso) in caso di verniciatura bicolore, si ampliò con l’introduzione della versione 70 HP, spinta da un 4 cilindri di 1050 cm³ da 70 CV derivato dal 982 cm³della 58 hp. Equipaggiata da un cambio quattro marce con rapporto al ponte 13/58 (corto) ed è stato l’unico modello di A112 Abarth in grado di raggiungere i 160 km/h effettivi e fu dotata di servofreno a depressione.
Nel luglio del 1975 la potenza della Normale venne ridotta a 42 CV, mentre nel 1976 venne tolta di listino la Abarth 58 HP.

Fonte: http://www.autominded.net/
Fonte: http://www.autominded.net/

Sempre nel 1976 il motore della Elegant venne depotenziato a 45 hp a causa dell’introduzione delle normative sulle emissioni inquinanti.
Nel 1977 con la quarta serie, vennero ridisegnati gli interni per renderli più comodi ed accoglienti, e i gruppi ottici vennero ridisegnati per entrare in sintonia con la nuova mascherina.
Per la versione Elegant, le cui prestazioni si erano un po’ offuscate a causa delle modifiche antinquinamento, necessitava di un motore più adeguato. Nacque così un nuovo motore da 965 cm³ con 48 CV, aumentando leggermente l’alesaggio dei cilindri del 903 cm³. Questo nuovo motore, anche se un po’ meno grintoso del precedente 903 cm³ 47 hp, disponeva di una coppia motrice più elevata che donava alla vettura una migliore elasticità di marcia soprattutto ai regimi medio-bassi.
Nel 1979, con il debutto della quinta serie, debuttò anche il fatidico (e doveroso) cambio a 5 marce che equipaggiava la Elite (ex Elegant) e la nuova Abarth, che adottando un rapporto al ponte di 13/61 (lungo) per ridurre i consumi non fu più in grado di raggiungere neanche in quarta marcia i 160 km/h effettivi fermandosi a circa 153 km/h.

Fonte: https://ranwhenparkeddotnet.files.wordpress.com
Fonte: https://ranwhenparkeddotnet.files.wordpress.com

Nel 1982 con la sesta serie comparvero i seguenti allestimenti: Junior, Elegant, Elite, Abarth ed LX (Lusso).
La settima serie del 1984 apportò solo alcune modifiche ai paraurti, ai portatarga e copricerchi.
L’ottava e ultima serie presentata nel 1985 venne soprannominata Unificata, dato che prevedeva un solo allestimento molto simile a quello della Junior.
La gamma restò in listino fino al 1986, anno in cui l’A112 uscì definitivamente di produzione.

Fonte: http://spazioinwind.libero.it
Fonte: http://spazioinwind.libero.it

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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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