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MEMORIE: Bugatti EB 110 (FOTO) La breve storia della Bugatti italiana, frutto del lavoro di grandi progettisti, spericolati collaudatori e di un coraggioso imprenditore. Scopri di piu su CarblogItalia.it

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto storiche.
Oggi parleremo di una supercar con il marchio francese, che per anni venne dimenticata dal mondo dei motori, ma che grazie al buon cuore dell’imprenditore Romano Artioli riuscì a sfoggiare fino a diventare una delle supercar più innovative e desiderate di tutti i tempi. Cari lettori, ecco a voi la storia della Bugatti EB 110.

Fonte: http://www.listadecarros.com/
Fonte: http://www.listadecarros.com/

Tutto cominciò nel 1989 quando Artioli decide di acquistare tutti i diritti della Bugatti dalla Hispano-Suiza e di cominciare a progettare con l’ausilio delle migliori tecnologie e menti dell’epoca, la migliore auto sportiva ad elevate prestazioni che potesse rivaleggiare con le migliori produzioni di quel periodo.
Per fare ciò, spostò anche la produzione delle vetture, infatti passarono dalla Francia (Molsheim) all’Italia (Campogalliano, MO).
Il capo progettista di questa gran turismo fu l’ing. Paolo Stanzani, già direttore tecnico della Lamborghini e padre della Countach. In seguito a differenze di vedute tra Stanzani e Artioli, quest’ultimo affidò la direzione tecnica a Nicola Materazzi, già ingegnere di Lancia Stratos e Ferrari F40, e Pavel Rajmis di Audi Quattro, mentre Stanzani nel 1990 lasciò l’azienda.
Per quanto riguarda il design ci furono inizialmente quattro proposte di stile: venne scelta inizialmente la proposta spigolosa e cuneiforme di Gandini, dotata di portiere a forbice, ma Artioli in seguito affidò il compito a Giampaolo Benedini, l’architetto della neonata fabbrica di Campogalliano, di differenziarla maggiormente dalle Lamborghini del periodo a cui a sua detta assomigliava troppo.

Fonte: http://www.carstyling.ru
Fonte: http://www.carstyling.ru

Benedini stravolse la vettura (ne esistevano già 5 prototipi marcianti) arrotondandone le forme per renderla più efficace in galleria del vento, aggiunse il classico “ferro di cavallo” Bugatti nella calandra e spostò i proiettori più in alto non rendendoli più a scomparsa.
I tecnici italiani nel concepire la EB 110 concentrarono i loro sforzi nel massimo contenimento del peso del corpo vettura, e ci riuscirono progettando il telaio in modo innovativo: venne realizzata una vasca centrale costituita da una monoscocca in fibra di carbonio, interconnessa al motore e a telai ausiliari in alluminio ai quali sono fissati pannelli in alluminio.
La EB 110 era mossa da un 12 cilindri a V di 60°, con monoblocco in lega di alluminio e magnesio, testate in alluminio e titanio, sistemato in posizione posteriore centrale longitudinale. Tale propulsore era dotato di lubrificazione a carter secco, distribuzione a due alberi a camme in testa per bancata con 5 valvole per cilindro e cilindrata è di 3.500 cm³.
L’alimentazione ha una inconsueta particolarità, infatti è affidata ad un sistema di sovralimentazione consistente in 4 turbocompressori IHI. Eroga una potenza di 560 CV a 8.000 rpm. Era dotata di 2 serbatoi per il combustibile per una capacità totale di benzina di 120 litri.
Per trasmettere efficacemente l’elevata potenza del motore e garantire una maggior sicurezza delle persone a bordo, venne adottata la trazione integrale di tipo permanente con tre differenziali, con ripartizione della coppia motrice al 73% sul retrotreno e al 27% sull’avantreno.
Tutte queste caratteristiche le davano la possibilità di raggiunge una velocità massima di 342 km/h (all’epoca era l’auto più veloce al mondo), per accelerare da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi.

Fonte: http://www.autoruote4x4.com/
Fonte: http://www.autoruote4x4.com/

La EB 110 è stata proposta in due varianti: la GT (Gran Turismo) e la SS (Super Sport).
La GT rappresentava il modello base, mentre la SS era un evoluzione estrema della GT. Caratterizzata dalla sola trazione posteriore e da altri accorgimenti tecnici che la rendevano ancora più estrema (610 CV a 8.250 giri/min e coppia motrice di 637 Nm) raggiungeva la sorprendente velocità di 351 km/h, per accelerare da 0–100 km/h impiega 3,3 secondi.
Nonostante i grandi contenuti tecnici della vettura i risultati commerciali in termini di vendite non furono eclatanti: solo 92 GT e 31 SS furono vendute anche a causa dell’elevato prezzo di listino: dai 550 milioni di lire per la GT per arrivare fino a 670 milioni di lire per la Super Sport.

Fonte: http://2p2bboli8d61fqhjiqzb8p1a.wpengine.netdna-cdn.com/
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Nel 1995 produzione della EB 110 cessò: le elevate spese sostenute per la EB 110 e per il prototipo della EB 112, mai realizzato in serie, portarono la società ad una sovraesposizione finanziaria e nonostante gli ordini ancora da evadere, i fornitori e i suoi creditori pretesero il rapido rientro delle somme dovute e sospesero le ulteriori consegne di componenti. Tale precipitosa successione di eventi fu frutto, secondo l’opinione dello stesso Romano Artioli, di un disegno ordito da un’azienda concorrente: si concluse così la parentesi italiana della Bugatti, che chiuse i battenti. Sarebbe stata rilevata qualche anno dopo dalla Volkswagen.

Fonte: http://www.12cilindri.it/
Fonte: http://www.12cilindri.it/

CURIOSUTA’:
– La EB 110 GT nel 1994 venne modificata nell’alimentazione, infatti venne dotata di un comunissimo impianto a metano. La potenza sviluppata passò da 560 a 650 CV aumentando la pressione dei turbo in virtù del più elevato rapporto di compressione raggiungibile in camera di combustione usando un gas rispetto alla benzina.
La vettura stabilì sul circuito di Nardò il record mondiale di velocità massima per vetture di serie omologate per uso stradale, con una velocità massima di 344,7 km/h, dimostrando come anche una Gran Turismo estrema equipaggiata con un sistema disponibile in commercio e alimentata da un carburante alternativo possa raggiungere prestazioni di rilievo, anche superiori a quelle ottenibili con la normale alimentazione a benzina;
– L’EB 110 è stata la prima automobile stradale ad utilizzare la tecnologia del telaio in fibra di carbonio;
– Nel 1995, sul mare ghiacciato nei pressi di Oulu in Finlandia, la vettura stabilì il record del mondo di velocità su ghiaccio raggiungendo i 296,3 km/h;
– Un acquirente illustre della vettura fu Michael Schumacher, che nel 1994 acquistò una EB110 SS gialla con gli interni in allestimento GT, in pelle blu.

Fonte: http://yo.spc.free.fr
Fonte: http://yo.spc.free.fr

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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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