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MEMORIE: Fiat 126 (FOTO) L' ultima city car di piccole dimensioni con motore posteriore della Fiat

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto sconosciute, alle dimenticate e alle leggende.
Oggi parleremo di una city car (non di 500 o di Smart…sarebbe troppo scontato) che rientrava in quel vecchio progetto del dopoguerra che prevedeva la motorizzazione di massa di tutte le famiglie italiane. Fu la figlia legittima della 500 e ancora oggi, è il simbolo delle city car per eccellenza. Non dimenticate che molti ragazzi e ragazze impararono a guidare proprio su una di queste…signore e signori, ecco a voi la Fiat 126.

Fonte: https://i.wpimg.pl/7
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La Fiat 126 venne presentata al Salone dell’ Automobile di Torino nel 1972. Il suo progettista fu Pio Manzù che iniziò a seguire la sua evoluzione dal 1968.
La 126 riprendeva lo schema meccanico completamente dalla 500: il noto bicilindrico raffreddato ad aria montato posteriormente a sbalzo, era lo stesso che era montato sulla 500R. La cilindrata era 594 cm³ ed era in grado di erogare 23 CV.
Tre furono le novità tecniche sostanziali: lo spostamento del serbatoio del carburante dal vano bagagli anteriore alla parte posteriore della vettura (precisamente sotto il sedile posteriore) e il cambio a 4 marce sincronizzate (tranne la prima).
Totalmente nuovi erano invece, gli interni, la strumentazione ed i comandi, non privi di un misurato livello di rifinitura.

Fonte: https://i.kinja-img.com/
Fonte: https://i.kinja-img.com/

Nel novembre del 1976 videro la luce le 126 Personal e Personal 4, con paraurti in plastica, fascioni laterali nello stesso materiale, cerchi sempre di 12 pollici ma di nuovo disegno, con nuovi mozzi ruota e tamburi dei freni maggiorati (derivati dal minivan 900 T), cofano motore leggermente rivisto e interni completamente nuovi.
Nel luglio del 1977 la cilindrata del motore venne portata a 652 cm³ (24 CV). La 126 prima serie, con cofano motore e cerchi della Personal, rimase, tuttavia, in listino come modello base (o Economica, secondo la dicitura Fiat) fino al 1982.
Le Personal, rispetto alla prima serie, avevano finiture migliori e, grazie agli interni più raffinati, un’aria quasi snob, caratteristica che la Fiat sottolineò nel 1978 con le versioni speciali Black e Silver (basate sulla Personal 4), caratterizzate da finiture particolari, dotazioni arricchite (vetri azzurrati, appoggiatesta, luce di retromarcia, lunotto termico) e carrozzerie (verniciate, rispettivamente, in nero e grigio) decorate. Nel 1980 le Black e Silver vennero rimpiazzate dalle Brown e Red, che differivano dalle precedenti solo per la colorazione (testa di moro o bordeaux) e alcuni particolari della finitura.

Fonte: http://www.autosupermarket.it/
Fonte: http://www.autosupermarket.it/

Nel maggio del 1983 viene lanciata la 126 unificata (la scritta sul cofano posteriore rimarrà semplicemente Fiat 126, poco dopo accompagnata dalla dicitura Made by FSM in ottemperanza alla legge che protegge il consumatore dall’acquisto di merci la cui origine possa essere presunta dal Marchio aziendale e invece non corrispondente alla realtà).
Questa versione dell’83 era detta unificata in quanto venduta in un unico allestimento sostanzialmente identico a quello della Personal 4 non più in listino.
Nel 1985 viene presentato un restyling della 126 unificata che prende definitivamente il nome di 126 made by FSM: ha gli interni ridisegnati (con un cruscotto completamente riprogettato), inediti paraurti integrali, diversi fascioni laterali, un nuovo specchio retrovisore e l’avviamento non più a levetta sul tunnel ma a chiave come tutte le altre Fiat. La luce di retromarcia venne spostata sotto al paraurti posteriore. La meccanica era quella della Personal 4, al pari dei ridotti consumi (in media si percorrevano 17 km con un litro di carburante).

Fonte: http://img1.annuncicdn.it/
Fonte: http://img1.annuncicdn.it/

Le ultime novità apportate alla 126 risalgono al 1987 quando debuttò la 126 Bis con motore a sogliola, portellone posteriore e raffreddamento ad acqua. L’idea di creare un vano bagagli posteriore risaliva al 1960, quando Dante Giacosa creò la “500 Giardiniera” ruotando di 90° (da verticale a orizzontale) il motore bicilindrico.
Anche la cilindrata e la potenza vennero incrementate (704 cm3 e 25 CV). Con l’occasione l’utilitaria italo-polacca si concesse qualche ritocco estetico: nuovi cerchi da 13″ con coperture in plastica, nuovo paraurti posteriore con spoiler e luci supplementari retromarcia e retronebbia integrate, nuovo specchietto e nuovi gruppi ottici posteriori. Naturalmente sparirono le fessure su quello che un tempo era il cofano motore.
Gli pneumatici 135/70R13 diedero una migliore guidabilità alla vettura, le cui prestazioni erano migliorate (116 km/h di velocità massima). Questa nuova versione venne esportata anche in Australia. Mentre nell’Europa Occidentale la Bis era l’unica 126 disponibile, sul mercato polacco rimaneva in listino anche la vecchia 126 FSM, con la configurazione classica. Nel 1989 alcune strip adesive applicate alla fiancata della Bis diedero vita alla 126 Up, l’ultima 126 d’occidente. L’esportazione terminò nel 1991.

Fonte: http://www.retrovisore.it/
Fonte: http://www.retrovisore.it/

Nel 1997 la Bis uscì di listino anche in Polonia, rimpiazzata dalla 126 Maluch (“piccola” in polacco) e dalla 126P, equipaggiate con motore raffreddato ad aria, ma con iniezione elettronica e marmitta catalitica.
La produzione cessò definitivamente il 22 settembre 2000.

Sono stati prodotti 1 352 912 esemplari di 126 negli stabilimenti italiani, 3 318 674 in quelli polacchi e 2 069 esemplari in Austria dalla Fiat-Steyr.

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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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