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MEMORIE: Fiat Campagnola (FOTO) La storia del fuoristrada italiano per eccellenza, qui la storia

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto sconosciute, alle dimenticate e alle leggende.
Oggi parleremo di un fuoristrada italiano (e per chi non lo sapesse, anche noi italiani facciamo ottimi fuoristrada che non sono di meno a nessun’ altro) che dagli anni ’50 ad oggi ha accompagnato per le strade di tutto il mondo militari, agricoltori e piloti pronti a battere record e a spingersi sempre oltre. Stiamo parlando della famigerata e indistruttibile Fiat Campagnola.
La Fiat Campagnola nacque da un bando di concorso del il Ministero della Difesa nei primi anni degli anni ’50. Il bando consisteva nel progettare un fuoristrada leggero che sostituiva le Jeep ereditate dagli alleati che con il passare del tempo, stavano diventando logore e sempre più difficili da mantenere efficienti.
In realtà Fiat in gran segreto aveva cominciato lo studio, sotto la direzione dell’ingegner Giacosa, di un mezzo a quattro ruote motrici, ispirato al fuoristrada americano, dietro suggerimento dello stesso Ministero.

Fonte: https://upload.wikimedia.org/
Fonte: https://upload.wikimedia.org/

Alla pubblicazione del bando risposero la FIAT e l’Alfa Romeo, rispettivamente con i modelli 1101 (Alpina) e 1900M (Militare). Il nome del progetto FIAT venne successivamente cambiato in Campagnola per rimarcare il suo impiego civile, in quanto la parola Alpina richiamava troppo l’omonimo reparto dell’esercito ed un tale mezzo non avrebbe trovato consensi nelle maestranze FIAT e nell’opinione pubblica; la guerra era finita solo pochi anni prima ed il ricordo era ancora troppo forte.
Il fuoristrada torinese alla data di pubblicazione del bando era già in avanzato stato di costruzione ed aveva già accumulato centinaia di ore di test, mentre l’Alfa Romeo dovette recuperare il tempo con un notevole sforzo progettuale, riuscendo in pochi mesi a realizzare un valido mezzo, utilizzando una Land Rover, da poco tempo entrata in produzione, come base di partenza per il suo prototipo. La gara fu vinta dalla FIAT, anche se durante le prove dimostrative, la 1900M (soprannominata Matta per la capacità di andare ovunque) si dimostrò in alcuni casi superiore. A vantaggio della Campagnola giocò il notevole costo inferiore rispetto al prototipo Alfa Romeo.
Per preparare il campo al nuovo mezzo militare di lì a poco vincitore della fornitura, la FIAT preparò un’imponente campagna pubblicitaria, volta a far conoscere il primo fuoristrada italiano all’opinione pubblica, cercando di evidenziare il più possibile le sue capacità rurali, stimolando la fascia clientelare più popolosa in quel periodo, quella degli agricoltori.
L’occasione per presentare ufficialmente la nuova macchina fu la Fiera del Levante di Bari nel 1951, una scelta dovuta al fatto di essere una manifestazione prevalentemente dedicata al settore agricolo. Immediatamente dopo la Fiera del Levante, iniziarono le prime consegne della versione militare, battezzata ufficialmente AR51 (autoveicolo da ricognizione modello 1951). Le due vetture erano meccanicamente identiche e differivano esclusivamente per il diverso allestimento della carrozzeria, più spartano nella versione militare.
La Campagnola 1101 si dimostrò da subito un buon veicolo, dotato di un robusto telaio in acciaio a longheroni, sul quale era montato un collaudato motore (tipo 105) di 1901 cm³, derivato dal modello installato sulle berline 1400-1900, ma depotenziato per poter funzionare anche con benzina normale e nello stesso tempo per migliorarne l’affidabilità. A tale scopo fu anche aggiunto un generoso radiatore olio per migliorarne il raffreddamento alle basse velocità. Le sospensioni posteriori erano classiche a balestre e ponte rigido, mentre all’anteriore furono previste delle sofisticate sospensioni indipendenti, innovative per l’epoca ma che risultarono purtroppo il punto debole di queste vetture. Il propulsore era accoppiato ad un cambio a 4 marce insieme ad un inedito riduttore a due rapporti. La trasmissione era sulle ruote posteriori con la possibilità di innestare la trazione anteriore, solo dopo però aver inserito le marce ridotte; in pratica non era possibile viaggiare con la sola trazione integrale.

Fonte: https://i.ytimg.com/
Fonte: https://i.ytimg.com/

Per accrescere la popolarità del proprio fuoristrada, la Fiat preparò due particolari esemplari di Campagnola, concepiti per battere il record di un raid molto popolare all’epoca l’Algeri-Città del Capo. Il pilota Paolo Butti e la sua squadra nel viaggio di ritorno impiegarono 11 giorni, 4 ore e 54 minuti, stabilendo un record tuttora imbattuto. Le gesta del fortunato raid non ebbero comunque l’effetto sperato sulla popolarità della Campagnola, principalmente per l’elevato costo di acquisto del mezzo, paragonabile a quello di una lussuosa berlina dell’epoca (costava oltre due 500C Topolino) ed anche per gli eccessivi consumi del motore benzina, tali da renderlo economicamente non conveniente.
Nel 1953 nella gamma Campagnola venne aggiunto un nuovo propulsore: il Diesel 1102. Questo motore era di stretta derivazione del benzina, infatti, venne cambiata solo la testata e qualche altro piccolo particolare del motore a benzina. Con questa semplice risoluzione, Fiat creò un onesto propulsore che sfortunatamente, non brillava di potenza (solo 40 CV). Di conseguenza, i rapporti al ponte vennero ridotti.
Con il passare del tempo, questa nuova versione della Campagnola si rilevò comunque un successo. Anche se non era un granché come motore, percorreva la bellezza di 15 Km/l e raggiungeva la velocità massima di 90 Km/h consentendo una buona mobilità sia su strade asfaltate che sterrate.
Nel 1955, a causa delle modifiche al Codice della Strada, tutte le Campagnole vennero modificate e aggiornate, sia a livello meccanico che stilistico.
Nel 1959 comparve la AR59 che adottava un inedito impianto elettrico immergibile provvisto di filtri antidisturbo, spinterogeno, dinamo, e regolatore di carica stagno; successivamente verranno dotate anche di uno speciale set di fanaleria stagno prodotto dalla Carello, con cui verranno aggiornate anche le versioni precedenti ancora in servizio.
Nel 1961 entrò in produzione un particolare modello, specifico per la Pubblica Sicurezza (l’odierna Polizia di Stato) denominato AR55PS, un ibrido tra una campagnola civile ed una AR59 militare. L’allestimento di serie comprendeva alcune soluzioni particolari, quali le gomme speciali “Sicurezza” a spalla rigida, cerchioni altistallonamento che permettevano di poter viaggiare anche con le gomme forate e sirena a soffio tipo “Marelli” o La sonora.

Fonte: http://poliziadistato.it/
Fonte: http://poliziadistato.it/

Durante la sua lunga vita è stata adattata e costruita in numerose versioni, anche specializzate per servizi civili e militari (versioni spazzaneve, fotoelettriche chiamata anche faronata e carro attrezzi) e variando l’interasse e lo sbalzo posteriore (versioni speciali per i VVF e versioni ambulanza). Oltre che dall’Esercito Italiano è stata adottata, fin dalle sue prime versioni, anche dai Carabinieri e dalla Pubblica Sicurezza poi rinominata Polizia, successivamente anche in una versione speciale denominata AR55 PS. Molti carrozzieri dell’epoca come Savio e Boneschi, utilizzarono il telaio della Campagnola per allestire speciali versioni (la più nota è la versione Hard Top allungata della Savio di Torino) prodotte in discrete quantità (anche per la RAI Radiotelevisione Italiana). Sono note anche gli allestimenti della ditta ISOLI in versione carro attrezzi, molto apprezzate all’epoca e tuttora utilizzate.
Nel 1974 venne presentata al Salone di Belgrado la Fiat Nuova Campagnola e fu prodotta fino al 1987. La versione militare venne realizzata nel 1976, denominata AR76 (cambio a 4 rapporti), ed aggiornata in diversi dettagli nel 1979, con il modello “AR76/A” (cambio a 5 rapporti).
La Nuova Campagnola era un fuoristrada puro, di concezione interamente nuova rispetto al modello precedente: aveva la scocca portante invece del classico telaio separato, aveva 2 longheroni a “doppia c” con traverse direttamente saldate al fondo scocca, la trazione posteriore con l’anteriore inseribile, riduttore con un rapporto molto corto, sospensioni indipendenti a barre di torsione su tutte e quattro le ruote (posteriori con doppio ammortizzatore) e differenziali autobloccanti sia all’anteriore che al posteriore.

Fonte: https://upload.wikimedia.org/
Fonte: https://upload.wikimedia.org/

La motorizzazione a benzina era un 2.0 litri derivato dalle berline Fiat 131 e 132, opportunamente semplificato e depotenziato con una potenza massima di 80 CV a 4500 giri/minuto e coppia massima di 150,92 Nm a 2800 giri/minuto, successivamente per un uso gravoso in fuoristrada (per evitare la desincronizzazione della distribuzione in caso di guado) fu sostituita la classica cinghia della distribuzione con una più affidabile catena.
Nel 1979 furono introdotte alcune modifiche alla scocca che fu irrobustita ed unificata in vista della nuova motorizzazione a gasolio realizzata dalla Sofim, con cilindrata di 2445 cm³, potenza massima di 72 CV a 4200 giri/minuto e coppia massima di 147,1 N·m a 2400 giri/minuto. Alcune modifiche all’assetto delle sospensioni portarono alla riduzione della campanatura delle ruote posteriori per risolvere problemi di usura di crociere e ruote. Sempre nel 1979 venne sostituito il cambio a 4 marce del motore a benzina con una nuova versione a 5 marce che riduceva leggermente i consumi e rendeva la scarsa potenza del propulsore più fruibile.
Per quanto riguarda le prestazioni la versione benzina più recente può raggiungere una velocità massima superiore a 120 km/ora (diesel 115 km/h), nella versione militare dotata all’origine di impianto elettrico stagno (bobina, spinterogeno, candele, alternatore e scatola fusibili) la capacità di guado (senza snorkel) è di 70 cm max. L’altezza minima da terra rilevata al centro delle ruote è di ben 33 cm, mentre quella “a pieno carico” è pari a 27,5 cm, l’angolo di attacco anteriore è di 45°, l’angolo di uscita è di 46°, l’angolo di dosso è di 35°, la pendenza massima superabile è di oltre il 150% (angolo di inclinazione 56°), l’inclinazione massima laterale è di 45° e la particolare configurazione del “fondo” completamente libero da ostacoli permette di superare agevolmente ostacoli come fango, neve, sabbia e massi senza pericolo di incagliarsi. La Nuova Campagnola, inoltre, grazie ai suoi rapporti ridotti molto corti (di ben 3,5 volte rispetto alle marce normali) raggiunge una coppia di ben 54 kgm, rendendola particolarmente adatta al traino pesante.

CURIOSITA’:
– Una Nuova Campagnola è stata donata al Papa nel 1980 durante la sua visita a Torino ed ha svolto la funzione di Papamobile; Giovanni Paolo II si trovava su quella vettura quando fu ferito nell’attentato del 1981.

Fonte: http://images2.gazzettaobjects.it/
Fonte: http://images2.gazzettaobjects.it/

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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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