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MEMORIE: Fiat Panda 4×4 (FOTO) Il mezzo che ha portato, porta e continuerà a portare in giro le molteplici generazioni di italiani...in versione 4x4!!!

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto storiche italiane.
Oggi parleremo di un’auto che è rimasta nel cuore degli italiani. Conosciuta come una semplice tuttofare adatta ad ogni tipo di cliente e di terreno riusciva a superare ostacoli dove i fuoristrada più blasonati (Land Rover, Range Rover, Nissan, Mitsubishi ecc…) spesso si impantanavano. E’ talmente ricercata dai più svariati estimatori che le sue quotazioni stanno salendo a vista d’occhio!!!
Signori e signore, cacciatori ed avventurieri, ecco a voi la Fiat Panda 4×4.

Fonte: http://www.porschemania.it/
Fonte: http://www.porschemania.it/

La Panda 4×4 nacque nel 1983. A differenza delle sorelle più piccole “30” e “45”, la 4×4 era equipaggiata da un motore di 965 cm3 da 48 CV derivato dall’Autobianchi A112. La trasmissione era realizzata dalla Steyr-Puch, una ditta austriaca (già conosciuta nel mondo dei 4×4) che realizzò da 0 questa nuovo sistema di trazione integrale.
La Steyr produceva l’intero sistema di trazione integrale (frizione, scatola del cambio, l’albero motore a tre parti, l’assale posteriore con differenziale incluso e i freni) ed il tutto veniva assemblato sulla scocca rinforzata rispetto al modello normale. Il sistema era selezionabile manualmente, tramite una leva posta sul tunnel centrale. Il cambio era un 5 marce con la prima ridotta. In condizioni normali la partenza avveniva dalla seconda e la quinta aveva lo stesso rapporto della quarta nelle Panda normali.
Con un peso di 740 kg l’auto completava il chilometro da fermo in 38.8 sec, ed aveva una velocità massima di 135 km/h.
Il tutto veniva assemblato nello stabilimento di Termini Imerese.

Fonte: http://www.omniauto.it/
Fonte: http://www.omniauto.it/

Nel settembre 1985 uscì una versione speciale degna di nota denominata Nuova Panda 4×4 prodotta in soli 5000 esemplari. Le caratteristiche della vettura riguardarono esclusivamente l’estetica e non la meccanica.
Nel gennaio 1986 arrivò la Panda Supernova (semplicemente un lifting della 1° serie).
Per tutti i modelli ci fu un aggiornamento nelle motorizzazioni, infatti Fiat abbandonò i motori ad aste e bilancieri e utilizzò il nuovo propulsore FIRE.
Per la 4×4 toccò un motore 4 cilindri da 999 cm3 e 50 CV. Miglioramenti anche a interni e strutture, che vennero rafforzate.

Fonte: http://photos.bravenet.com/
Fonte: http://photos.bravenet.com/

Nel 1987 fu commercializzata la Panda 4×4 Sisley (Edizione Limitata) dotata di lussuosi sedili in finta pelle beige e alcantara, pannelli beige, quadro strumenti dedicato, moquette beige, inclinometro e cielo in vellutino. Di questa serie limitata è importante ricordare anche la dotazione ricca di serie comprendente i lavafari, la presa d’aria sul cofano, portapacchi dedicato, vernice metallizzata disponibile in tre colori, cerchi verniciati color avorio con borchiette “Panda 4×4 Sisley”, scritta adesiva “4×4 Sisley” su entrambe le portiere, paraspruzzi posteriori con il logo a forma di canoa stilizzata. Quest’ultima spiccava in molti dettagli interni per contraddistinguerla.
Nel 1991, grazie ad un restyling, la Panda 4×4 montò un nuovo propulsore (sempre di origine FIRE) di 1108 cm3 e 54 CV.
Da quell’anno vennero allestite altre Panda 4×4 con varie denominazioni che comprendevano diverse dotazioni (Country Club, Trekking, Climbing).
Da gennaio 2001 le Panda vennero motorizzate solo con il motore FIRE 1108 M.P.i.e. per rientrare nella categoria di omologazione “Euro 3“.

Fonte: https://i.ytimg.com/
Fonte: https://i.ytimg.com/

CURIOSITA’:
Nei primi anni ’90 furono realizzati due prototipi di Panda 4×4 per l’Esercito Italiano: La Panda Torpedo.
Lo sviluppo non superò mai la fase di prototipo perché non fu finanziato dall’arma.
Anche noto come “Pandone” per le sue dimensioni leggermente superiori rispetto alla comune versione stradale, aveva paraurti in ferro, fari tondi simili a quelli del Defender, capote in tela e specchietti retrovisori laterali più larghi rispetto a quelli montati sui modelli di serie.
Uno dei due esemplari, di cui ora si sono perse le tracce, è stato a lungo parcheggiato in un cortile dello stabilimento Fiat a Torino.

Fonte: http://www.autoruote4x4.com/
Fonte: http://www.autoruote4x4.com/

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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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