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MEMORIE: Fiat Uno Turbo i.e. La storia della bara a quattro ruote Made in Italy

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto dimenticate, alle sconosciute e alle leggende.
Oggi parleremo di un auto che ha saputo farsi strada nel mondo delle “bare a 4 ruote” grazie all’ adozione del Turbo che trasformava la macchina in una bomba vagante. Numerose sono state le sue vittorie nelle gare di accelerazione con vetture della sua stessa stazza o con sportive di cilindrata maggiore (per esempio Alfa Romeo o Porsche), ma altrettante numerose sono state le vittime di questa furia che sembrava impossibile da domare. Stiamo parlando della Fiat Uno Turbo i.e.
La Uno Turbo i.e. venne lanciata nel mercato delle piccole vetture sportive nel 1985. Inizialmente le vetture rivali furono solamente la Renault 5 GT Turbo e la Peugeot 205 GTI.
In pochissimo tempo la torinese riuscì a farsi strada nel mondo dei giovani che desideravano una sportiva a prezzi ragionevoli, nelle gare di cronoscalate, slalom e rally e ogni officina spremeva all’ osso quel piccolo ed affidabile 1.3 Turbo solo per cacciare ogni singolo cavallo possibile, d’altronde non era poi così difficile smanettare nel cofano…
Ci furono due serie della Uno Turbo i.e., una più pericolosa dell’ altra. Cominciamo a descriverle con calma…

Fonte: http://motori.corriere.it
Fonte: http://motori.corriere.it

Prima serie:
Qui bisogna mettere giù un po’ di numeri. Motore 1.3 monoalbero fornito di iniezione elettronica Multipoint Bosch Jetronic, Turbo giapponese IHI VL2 raffreddato ad acqua con pressione massima di sovralimentazione 0,55 bar dotato di Intercooler aria/aria per abbassare la temperatura dell’aria in ingresso nei cilindri, 105 CV a 5750 rpm e 147 Nm a 3200 rpm. Velocità massima oltre 200 Km/h con uno 0-100 in meno di 9 secondi. Il peso complessivo della vettura era solamente di 900 Kg!!!
Esteriormente la vettura mostra un paraurti anteriore ridisegnato con i fendinebbia di serie e due feritoie aggiuntive per il raffreddamento dell’olio motore e dell’aria di sovralimentazione (intercooler) monta archetti passaruota e minigonne prese in prestito dalla versione SX. Sul retro è presente un portellone dedicato con un vistoso spoiler integrato il tutto realizzato in vetroresina; il terminale di scarico è cromato con uscita piatta. All’ interno spiccano i sedili in vellutini nero con emblema Fiat (le 5 barrette di colore rosso) ripetuto longitudinalmente su tre file per sedile, lo schienale, il salsicciotto della plancia e il cielo sono di un materiale plastico morbido con piccoli quadrettini impressi sulla superficie.
La moquette pavimento è rossa senza poggiapiede e a pelo lungo, cinture di sicurezza nere, specchietto interno con orologio ad LCD rossi. Raro accessorio disponibile solo su questa versione è il check panel, un piccolo schermetto con l’ideogramma della Uno posto al centro del quadro strumenti con le spie predisposte ad indicare eventuali anomalie all’impianto di raffreddamento, lubrificazione, spia porte aperte, lampadine bruciate.

Fonte: http://i49.tinypic.com
Fonte: http://i49.tinypic.com

Nel 1986 arriva la grande novità: Fiat crea l’ Antiskid, un sistema frenante con antibloccaggio simile all’ABS, ma più semplice e anche meno efficiente, prodotto dalla inglese AP Lockeed che agiva soltanto sulle ruote anteriori. Per questo optional Fiat creò un vero e proprio allestimento, ridisegnando quasi totalmente gli interni.

Fonte: http://i50.tinypic.com
Fonte: http://i50.tinypic.com

Seconda serie:
Ancora un po’ di numeri: motore 1.4 ereditato dalla Fiat Tipo, modificato solo nell’ allungamento della corsa, la testata viene modificata con un rapporto di compressione diverso, significativo l’aumento di potenza ora si dispone di 116 CV, lo scatto nello 0-100Kmh scende ora sotto gli 8 second,i precisamente a 7,7. La velocità massima di questa versione raggiunge i 205 km/h. Nuovo è anche il turbocompressore questa volta si utilizza un brillante Garrett T2 con pressione massima a 0,65 bar che inizia ad operare prestissimo, già verso i 2500 giri.
Vengono create anche altri allestimenti sportivi chiamati Racing e Racing 2.
Nel 1993 l’ ABS (che sarebbe Antiskid) diventa di serie, ma presto viene rimosso dato che si presentavano innumerevoli problemi nel funzionamento, ad esempio il bloccaggio totale delle ruote o l’ allungamento dello spazio di arresto.
L’interno della seconda serie era dotato di un arredo più moderno e pratico come per il resto della gamma, oltre che ad una migliore qualità e solidità percepita così come all’esterno (migliori finiture e assemblaggi) i particolari più evidenti di questa nuova Turbo ie erano i sedili a quadretti neri e grigi, e il volante a tre razze Momo in pelle.
All’esterno la personalizzazione era sempre sportiva ma più garbata e meno appariscente della prima serie: scompare il portellone in resina con spoiler, vi sono nuovi scudi paraurti (anteriore con presa aria supplementare e fendinebbia, il posteriore con spoiler integrato e parasassi/pinnette ai lati) entrambi abbelliti da una riga rossa lungo la loro larghezza, le minigonne sottoporta sono personalizzate da un filettino rosso che si congiunge idealmente in fiancata a quelli dei paraurti, e la scritta “Turbo ie” nella zona della ruota posteriore adotta una nuova grafica dei caratteri che la compongono. I fari posteriori sono esclusivi di questa versione e presentano la zona trasparente dell’indicatore di direzione e delle luci di retromarcia attraversate orizzontalmente da delle righe rosse che gli danno un’impronta più moderna e sportiva. Non è raro imbattersi in alcuni di questi fari che anziché avere le righe rosse le presentano bianche, in pratica per qualche problema nel primo periodo di produzione nel giro di qualche anno il rosso si scoloriva quasi autonomamente diventando bianco e dando luogo a questo particolare look.

Fonte: http://www.geocities.ws
Fonte: http://www.geocities.ws

Venne tolta dal listino nel 1994 e venne sostituita dalla Punto GT che riprese lo stesso motore della Uno Turbo seconda serie. Gli esemplari venduti furono oltre 50.000.

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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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