buzzoole code

MEMORIE: Iveco Turbostar (FOTO) Esistono gli appassionati di auto, di moto...e di camion. Ecco la storia di uno dei camion più amato dai camionisti. Scopritela su CarblogItalia.

Fallo sapere ai tuoi amici

Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto e moto storiche…e per oggi anche ai camion.
Molto spesso, il lavoro dell’autotrasportatore non viene considerato come vera mansione…anzi…viene disprezzato. Non tutti sarebbero disposti a guidare un bestione carico di merci 6 giorni su 7 in giro per le strade per più di 15 ore al giorno, ma per difendere il posto di lavoro si è disposti a tutto, anche a violare le leggi ed il Codice della Strada. Sono tempi brutti per chiunque, ma ricordate che se si fermano i camionisti anche per una sola settimana, si blocca l’Italia. Detto ciò, è bene cominciare a rispettare il lavoro dell’autotrasportatore!!!
Questo articolo è dedicato a tutti gli autotrasportatori d’Italia.

Fonte: http://www.repubblica.it/
Fonte: http://www.repubblica.it/

L’Iveco Turbostar è stato uno dei camion più apprezzati, per via del suo ragguardevole comfort e dei suoi nuovi motori potenti e prestazionali.
Alla sua uscita venne equipaggiato con 2 motorizzazioni: il 190.33 ed il 190.42. Il primo utilizzava il già conosciuto 6 cilindri in linea di 13.798 cm3 sovralimentato con intercooler, la cui potenza era di 330 cv. Il secondo era equipaggiato con il collaudato ed affidabile 8 cilindri a V turbo da 17.174 cm3 già montato sul 190.38 turbo del 1981, ma che con l’applicazione di due turbocompressori raggiungeva la ragguardevole potenza, per quegli anni, di 420 cv. Per quanto riguarda il cambio, i Turbostar potevano montare indifferentemente lo ZF ECOSPLIT a 16 marce sincronizzate oppure il FULLER a 13 marce da innesto rapido. Da segnalare il fatto di poter avere, a richiesta, il dispositivo ABS di antibloccaggio dei freni.

Fonte: https://c3.staticflickr.com/
Fonte: https://c3.staticflickr.com/

Il Turbostar sotto il profilo tecnico era nato come uno sviluppo tecnico del predecessore IVECO 190.38 Turbo. Erano oltre 2000 le componenti modificate dal modello precedente. Un accurato studio che ha riguardato soprattutto la cabina, un lavoro di collaudo e messa a punto del mezzo, durò ben 24 mesi.
I primi test iniziarono nel settembre del 1982. I prototipi del Turbostar girarono sulla pista Iveco di Markbronn (Germania), altri in Finlandia ed altri sulla pista di Nardo’. La maggior parte degli studi furono dedicati alla silenzosità dell’abitacolo, la morbidezza delle sospensioni della cabina e allo studio degli interni per rendere la cabina il più ospitale possibile.

Fonte: http://www.gabrielegaleotti.it/
Fonte: http://www.gabrielegaleotti.it/

Se la telaistica era quella già conosciuta dei precedenti 190, la cosa che più colpì fin dalla sua presentazione ufficiale (avvenuta a Taormina) era proprio la cabina. Innanzitutto era più larga, ma il family feeling rimase, continuando a mantenere il pannello frontale diviso tra mascherina in basso e superficie liscia sopra, che proseguiva sul fianco con le nervature, proprio come i vecchi 190. La portiera invece rimase identica mantenendo il caratteristico deflettore angolare, solo la maniglia si abbassa e diventò di resina. Il parafango si accordava al paraurti grazie agli scalini e anziché essere perfettamente circolare, presentava una semicurva. Le luci di ingombro superiori passarono di fianco e diventarono bi-direzionali.
I rigorosi studi nella galleria del vento presso il centro ricerche della Fiat di Orbassano permisero di avere una cabina eccezionalmente aerodinamica con un CX dello 0,53.
L’impostazione di guida si manteneva la solita di IVECO, quindi con il sedile molto avanzato sul volante orizzontale, in cabina era possibile subito notare il nuovo cruscotto che, pur mantenendo strumentazione tipicamente Iveco di quegli anni, anticipava di qualche anno la tendenza dei costruttori (in primis per Scania) che prevedeva una ampia consolle che avvolgeva il guidatore fin sul suo lato destro.

Fonte: https://images60.fotki.com/
Fonte: https://images60.fotki.com/

I primi esemplari di Turbostar vennero dati “in pasto” alla stampa specializzata italiana per le prove su strada nel luglio del 1984.
Il Turbostar che più entusiasmò fu il 190.42 con il cambio ZF da 16 rapporti.
Per le prove vennero agganciate alle motrici dei semirimorchi zavorrati per un peso complessivo di 42,97 tonnellate.
Furono molte le strade percorse dai tester, ed in particolare, l’autostrada della Cisa.
Al termine dei test, il 190.42 ricevette come voto 10 e lode.
Nel 1987 il Turbostar 190.33 ricevette un aumento di potenza fino d arrivare a 360 CV. Di conseguenza la diciturà divenne 190.36.
Nel 1989 anche il 190.42 venne ripotenziato arrivando a toccare i 480 CV.
Il 190.36 venne ripotenziato di nuovo nel 1990 elevando la potenza a 377 CV, ma la dicitura sulle targhette identificative rimase 190.36.
Il Turbostar rimase in produzione fino al 1993. Gli esemplari venduti furono oltre 50 mila.

Fonte: http://www.italeri.com/
Fonte: http://www.italeri.com/

Vota qui ora gratuitamente da 1 a 5 stelle 1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (1 votes, average: 5,00 out of 5)

Loading...
Ti piace Carblogitalia.it? Aiutaci a crescere, metti un mi piace alla nostra pagina Facebook cliccando qui!

Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

Rispondi o lascia un commento