buzzoole code

MEMORIE: Lancia Thema 8.32 (FOTO) L' ammiraglia di rappresentanza con il cuore Ferrari

Fallo sapere ai tuoi amici

Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto sconosciute, alle dimenticate e alle leggende.
Oggi torniamo negli anni ’80, gli anni in cui il turbo veniva montato anche sulla semplice Uno della nonna e le ammiraglie italiane erano le più lussuose e più performanti in Europa. Creare auto strambe era quasi normale amministrazione, ma se volevi la potenza di una Ferrari sotto il cofano di una berlina tre volumi…dovevi chiedere della Thema 8.32.
La Thema 8.32 venne presentata nel 1986 al Salone dell’ Automobile di Torino e venne subito ribattezzata dei giornalisti “Thema-Ferrari” per via del potente motore fornito dalla casa di Maranello, che tra l’altro, era lo stesso propulsore montato sulle 308 e sulle Mondial Quattrovalvole. Era una 3.0 V8 da 32 valvole a cilindri a V di 90° depotenziato a 215 CV invece dei 255 CV di serie, in modo tale di rendere il V8 meno arrogante.
Le vetture con cui doveva combattere erano: BMW M5, Mercedes 500E e 190E 2.3 16V, ma da queste si differenziava per alcuni dettagli che vi elencherò più tardi.
Appena dopo la presentazione, la sede di Fiat-Lancia fu invasa da prenotazioni che crearono scompiglio e ritardi nelle consegne. I collaudi furono severissimi, tanto che i primi 20 esemplari furono ancora più controllati per rendere l’ auto perfetta.

Fonte: https://upload.wikimedia.org
Fonte: https://upload.wikimedia.org

La 8.32 costava il doppio di una normale Thema (ben 62 milioni di Lire) e doveva essere pagata per intero in una sola volta.
La consegna avveniva come se fosse una grande cerimonia: il cliente doveva recarsi di persona a Borgo San Paolo (TO). Una volta arrivato, gli veniva consegnato un cofanetto in radica (quella vera, eh!) contenente le chiavi della macchina, il dépliant i documenti. Dimenticavo…nella stessa città venivano allestite anche le limousine.
Ora passiamo alla descrizione delle serie…
La 8.32 fu allestita in due serie. La prima serie adottava la scocca della I serie della Thema normale. Le differenze estetiche rispetto le altre Thema erano numerose ma discrete, fatta eccezione per l’alettone posteriore che, per la prima volta al mondo, è a scomparsa e viene ritratto nel baule con un semplice tocco sul comando posto nella leva tergicristalli; è composto da un singolo flap e due colonnine portanti e l’operazione di uscita e rientro dal vano si completa in pochissimi secondi. Sempre al posteriore la targhetta identificativa si presenta col logo “8.32” in fondo giallo con i tre colori verde, bianco e rosso al margine laterale che ricordano lo stemma Ferrari, mentre a sinistra sotto il paraurti compare il minaccioso scarico a doppia uscita con la classica forma a virgola tipico delle marmitte Thema. Da notare i gruppi ottici posteriori con indicatore di direzione e retromarcia non più arancio e bianco ma in colore rosso come sarà dalla serie successiva.
Degni di nota i cerchi in lega da 15 pollici ispirati, nel disegno a stella, alle berlinette di Maranello.
Attorno a tutta la vettura corre una doppia sottile linea gialla e del colore della vettura, anche se di tonalità più chiara, che identifica la speciale versione.
Le modanature che circondano tutti i vetri sono brunite di color cromo invece che completamente cromate, soluzione che verrà poi usata nelle future versioni LX e, anche se con una tonalità leggermente più chiara, nell’ultima serie della Thema, (1992-1994).

Fonte: http://www.lanciathema.it
Fonte: http://www.lanciathema.it

Sulle fiancate non si trovano le fasce paracolpi, gli sportelli sono lisci fino alle minigonne che fanno la prima comparsa sul modello Thema e che verranno poi sempre installate dal 1988 in poi, (seconda serie), quelle della 8.32 sono però arricchite di un prezioso particolare, e cioè la targhetta a fondo giallo con la scritta 8.32, una per parte, alloggiata accanto alle ruote posteriori. Altra differenza riguarda le calotte degli specchi retrovisori esterni che diventano in tinta con il colore della vettura come sarà anche per le serie successive.
All’anteriore troviamo invece l’esclusiva mascherina a scacchi di alluminio satinato nella griglia, sempre cromata nella parte esterna ma più sporgente rispetto a quella della Thema tradizionale; è adornata dalla targhetta 8.32 posta in basso a destra sempre a fondo giallo e con il tricolore, qui però nel margine superiore della stessa. Questa mascherina è un componente parecchio costoso della vettura che tuttora è molto ambito dai collezionisti, anche perché come ricambio originale il prezzo oscillava attorno al milione di lire.
Tutto invariato il resto rispetto alle altre Thema.
La prima serie è stata prodotta in 2.370 esemplari.
La seconda serie segue fedelmente gli aggiornamenti già applicati sul modello base della Thema II serie. Compaiono infatti i fari anteriori con freccia sottostante, spariscono le targhette identificative precedentemente applicate sul portellone posteriore come anche quelle poste nelle minigonne sottoporta vicino alle ruote posteriori, compaiono gli specchietti richiudibili elettricamente, di forma differente e monobraccio, e viene applicata la fascia paracolpi sulle fiancate come per le altre versioni.
Anche all’interno ci sono tutti gli aggiornamenti già usati nelle altre Thema come i nuovi pannelli degli sportelli e altri piccoli dettagli che riguardano nuove pulsanterie e spie luminose.
Invariato tutto il resto degli equipaggiamenti.
Per far rientrare le emissioni del V8 Ferrari nei nuovi rigidi canoni anti inquinamento esce in questi anni la 8.32 catalizzata, affetta però, a detta dei possessori, da un sound meno coinvolgente e da un’erogazione della potenza leggermente meno entusiasmante della versione precedente anche a causa della diminuzione del numero di cavalli da 215 a 205.
La fine della gloriosa storia della 8.32 è decretata da una inaspettata concorrente, la Thema turbo 16v. L’ultima evoluzione del bi-albero turbocompresso, in procinto di uscire nel 1992, aveva quasi raggiunto la cavalleria del prestigioso V8, (205 contro i 215CV del Ferrari), con solo 4 cilindri e con costi di gestione e manutenzione più accettabili. Nel 1991 uscirono così gli ultimi esemplari di 8.32.

Fonte: https://s3.amazonaws.com
Fonte: https://s3.amazonaws.com

Gli esemplari della 8.32 II serie furono 1.150.
Da ricordare i preziosi interni in pelle o alcantara, poggiatesta posteriori che si alzavano appena il passeggero si accomodava, cruscotto in radica, fondo scala del contachilometri a 280, zona rossa contagiri da 7000 in poi, fondo scala a 9000, pulsantiera sospensioni intelligenti vicino a questi strumenti, alla destra tutti gli strumenti di controllo acqua, olio, spie abitacolo e spie motore, ognuna nella sua nicchia circolare, colorazione classica verde su fondo nero, questo è quello che si trova sul grande componente unico in radica della plancia, realizzata e montata manualmente. Per tutti i modelli di 8.32 la selleria e gli altri rivestimenti sono stati realizzati a mano, nel fianco esterno dei sedili in pelle compare il logo “Pelle Poltrona Frau for Lancia“, la leva del cambio, il volante e tutti gli altri particolari sono sellati a mano.

Fonte: http://www.lanciathema.it
Fonte: http://www.lanciathema.it

Vota qui ora gratuitamente da 1 a 5 stelle 1 Star2 Stars3 Stars4 Stars5 Stars (No Ratings Yet)

Loading...
Ti piace Carblogitalia.it? Aiutaci a crescere, metti un mi piace alla nostra pagina Facebook cliccando qui!

Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

Rispondi o lascia un commento