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MEMORIE: Maserati Biturbo (FOTO) Il modello dei grandi numeri...e della poca affidabilità. Scopriamolo su CarblogItalia...

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica di CarblogItalia dedicata alle auto storiche italiane.
Oggi parleremo di un’ auto che negli anni ’80 vantava il primato di essere una delle più potenti, che costava meno rispetto a bombe più blasonate, ma che possedeva una qualità costruttiva (specie sui primi esemplari) molto…arrangiata, quasi come se fosse una bara su ruote. Potevamo non parlare della Maserati Biturbo?
La Maserati Biturbo fu fortemente voluta da Alejandro de Tomaso che nel 1976 aveva acquistato la casa del Tridente dalla Citroën.

Fonte: http://curiosando708090.altervista.org/
Fonte: http://curiosando708090.altervista.org/

La Biturbo doveva essere il modello dei grandi numeri: grazie al prezzo competitivo (poco più di 22 milioni di Lire al lancio) era prevista una produzione di almeno 5 000 esemplari all’anno. L’obiettivo non fu mai raggiunto anche a causa dei problemi di affidabilità generati dall’incompleto sviluppo della vettura per accelerarne i tempi di commercializzazione e anche a causa di una spericolata politica commerciale, dato che poche settimane dopo il lancio il prezzo fu portato di colpo a oltre 26 milioni di Lire.
La Biturbo era caratterizzata da una classica ed elegante linea coupé a 3 volumi e da una impostazione tecnica classica: motore anteriore longitudinale, trazione posteriore, sospensioni anteriori a ruote indipendenti, retrotreno a bracci oscillanti e impianto frenante con dischi davanti e dietro.
Il motore era un V6 bialbero alimentato a carburatori e sovralimentato da 2 turbocompressori. La cilindrata era di 2491 cm³ per i mercati esteri e 1996 cm³ per l’Italia, ma la potenza rimaneva abbastanza simile: 192CV per le 2500 e 180 CV per le 2000.
Per far fronte alla produzione prevista (35 esemplari al giorno) solo motore e sospensioni venivano assemblate alla Maserati di Modena. Il resto della vettura era prodotta dalla Innocenti di Milano Lambrate.

Fonte: http://www.maserati-alfieri.co.uk/
Fonte: http://www.maserati-alfieri.co.uk/

La Biturbo venne lanciata nel mercato nel 1982.
Nel 1984 venne presentata la Biturbo S di cui vennero costruiti 1.038 esemplari sino al 1986, con motore 2 litri potenziato grazie all’adozione di un intercooler che permetteva di aumentare la pressione dei turbocompressori a 205 CV, 4 freni a disco, interni con diverse finiture (tessuto Missoni per i sedili, diversa strumentazione) e livrea più sportiva. Sempre nello stesso anno fu introdotto su tutte le versioni un sistema di gestione delle turbine denominato M.A.B.C. acronimo di Maserati Automatic Boost Control, che servì a limitare gli eccessi di pressione nelle turbine.
Nel 1985 vennero presentate anche le Biturbo 425 e le Biturbo Spyder. La prima era la variante berlina a 4 porte basata sul pianale della coupé allungato, mentre la seconda una spider 2 porte basata sul pianale accorciato. Entrambe erano mosse da V6 biturbo di 2,5 litri da 192 CV. Pochi mesi dopo vennero rese disponibili, solo per l’Italia, le Biturbo 420 e Biturbo Spyder 2.0, mosse dal V6 con cilindrata ridotta a 1996 cm³ e potenza di 180 CV. Nel 1986 venne introdotta anche la Biturbo 420 S (con varianti estetiche simili alla coupé S) e motore da 205 CV. Furono prodotti solo 2810 esemplari della 420 e 254 della 420S prima dell’introduzione delle nuove motorizzazioni.
Nel 1987 tutti i motori adottarono l’alimentazione a iniezione elettronica Multipoint, ottenendo una maggior regolarità di funzionamento nonché un leggero incremento di potenza, perdendo tuttavia la rabbiosità nell’erogazione tipica dei motori a carburatore: 187 CV per le Biturbo 2.0i (coupé e Spider) e Biturbo 420i, 220 CV per le Biturbo 2.0 Si (che adottarono anche dei cerchi più larghi sempre dello stesso diametro) e Biturbo 420 Si e 196 CV per le Biturbo 2.5i (coupé e Spider) e Biturbo 425i.

Fonte: http://www.classicandperformancecar.com/
Fonte: http://www.classicandperformancecar.com/

Nel 1988 un restyling rivoluzionò la gamma. Tutte le versioni adottarono un frontale più morbido, nuovi paraurti, diversi cerchi, nuovi interni (con modifiche a plancia, sedili, pannelli porta) e finiture notevolmente migliorate. Rivisti o inediti i motori: alla base si poneva il V6 biturbo di 1996 cm³ tre valvole per cilindro a iniezione da 223 CV, che muoveva le Biturbo 222 (coupé), Biturbo 422 (berline) e le Spider 2.0i. Lo step superiore era rappresentato dalla versione a 4 valvole per cilindro del V6 2 litri (245 CV), che spingeva le Biturbo 2.24V e Biturbo 4.24V (caratterizzate come le precedenti S, di cui prendevano il posto nella gamma). Al vertice un nuovo V6 quattro valvole di 2790 cm³ da 250 CV, riservato alle 430i, “228” e Spider 2.8i. Le uniche Biturbo dotate di ABS erano la berlina 4.18v prodotta in 77 esemplari dal 1991 al 1992.
Nel 1989 la Maserati passò da De Tomaso alla Fiat.
Nel 1991 la gamma delle coupé 2 porte s’ampliò con l’introduzione della Racing, estrema evoluzione dell’originaria Biturbo, prodotta in serie limitata di soli 230 esemplari. La nuova sportiva era spinta da una versione evoluta del V6 24 valvole, portato a 285 CV di potenza.

Fonte: http://curiosando708090.altervista.org/
Fonte: http://curiosando708090.altervista.org/

CURIOSITA’:
In Nordamerica, ci furono casi di Biturbo che presero fuoco a causa degli anelli di gomma sintetica che sostenevano il sistema di scarico che surriscaldandosi, iniziavano ad emettere fumo e bruciare.

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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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