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MEMORIE: Mercedes 190, la berlina rivoluzionaria Alla scoperta di uno dei modelli più importanti della casa di Stoccarda

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Bentornati a MEMORIE, la rubrica dedicata alle auto dimenticate, alle sfortunate e alle leggende.
La vettura di oggi possiamo definirla una leggenda sotto ogni punto di vista, rivoluzionaria per la Mercedes e ricca di accorgimenti tecnici e stilistici: la Mercedes 190.
Perché rivoluzionaria? Ecco i tre punti forti:
– La linea disegnata da Bruno Sacco che influenzerà tutta la produzione degli anni successivi;
– L’innovativo schema delle sospensioni posteriori chiamato Multilink, divenute punto di riferimento per la tecnica automobilistica;
– L’ ingresso di Mercedes-Benz in un segmento di mercato di livello inferiore a quello abituale.
La 190 nacque con l’obiettivo di essere al pari livello con le altre colleghe tedesche. Infatti Audi e BMW, negli anni settanta, avevano creato l’ Audi 80 e la BMW Serie 3, vetture di ottima qualità che si andavano a porre un gradino sotto la Mercedes W123 e che stavano riscuotendo un successo sempre più forte tra il pubblico, soprattutto in altri paesi europei.
Mercedes per rimediare a questo buco di mercato, investì numerose somme di denaro per la creazione della 190 ed incaricò Bruno Sacco (capo del Centro Stile Mercedes-Benz) per la definizione delle linee e per la progettazione dell’ intera vettura.
La vettura definitiva venne presentata alla stampa nel Dicembre 1982 e riempì di stupore la stampa e il pubblico, dato che non capitava tutti i giorni di vedere una Mercedes di classe media che potesse vantare eleganza e contenuti esclusivi e d’avanguardia esattamente alla pari di modelli di fascia superiore.
Molte furono le novità: il Cx era di 0,32, freni a disco su tutte quattro le ruote, cambio a 4 manuale a 4 rapporti (come optional c’era anche quello a 5 e un cambio automatico a 4 rapporti), ABS come accessorio e molte porzioni di scocca a deformazione differenziata. Solo l’abitacolo riscosse meno consensi.

Fonte: http://www.autoappassionati.it/
Fonte: http://www.autoappassionati.it/

Al momento del lancio erano presenti solo due motorizzazioni a benzina, tutti di 2 litri da 1998 cm3, ma con alimentazioni diverse: il primo a carburatore (190) e il secondo ad iniezione (190 E) con potenze di 90 e 122 CV.
L’anno successivo vennero presentati al Salone di Francoforte altre due motori: il 2 litri diesel aspirato (190 D) da 72 CV e il 2,3 litri 16 valvole (190 2.3-16) che diverrà il propulsore principale su cui Mercedes si basò per ottenere qualche risultato sportivo.
Nel 1984 la 190 si arricchì di altri propulsori: il 2.5 diesel aspirato da 90 CV e il 2.5 Turbodiesel da 122 CV.
Nel 1989 e 1990 vennero presentate le versioni Evolution: la 190 E 2.5-16 Evolution e la 190 E 2.5-16 Evolution 2. Erano motori bialbero di nuova progettazione. Il primo erogava 204 CV, mentre il secondo 235 CV. Rispetto alle normali versioni di serie, la carrozzeria era modificata, con una grande ala posteriore e parafanghi allargati, che caratterizzavano fortemente questa versione sportiva della berlina Mercedes-Benz.

Fonte: http://periodismodelmotor.com/
Fonte: http://periodismodelmotor.com/

La produzione terminò nel 1993 con quasi 2 milioni di esemplari venduti.
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Christian Truddaiu

Non c'è niente di più bello che ritrovarsi in un'Alfa Romeo a percorrere rettilinei e tornanti di montagna...Oo=V=oO

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