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Porsche trionfa nuovamente a Le Mans, dramma Toyota: tradita sul finale Finale a sorpresa per la 24 ore di Le Mans in classe LMP1, Ford si fa valere in GTE Pro

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C’è chi dice che le gare di endurance non siano spettacolatri perché troppo lunghe e troppo tattiche, con troppi pochi duelli e poca azione visto che, non di rado, anche tra il primo e il secondo possono esserci svariati giri di distacco. La 24 ore di Le Mans di quest’anno è la prova che tutto ciò non è vero: si è trattata infatti di una gara combattuta fino alla fine, con svariati colpi di scena e numerosi duelli; tant’è che ormai questo genere di competizione si sta avvicinando, nella condotta di gara da parte dei piloti, sempre più in una gara sprint, in cui si bada meno a preservare il mezzo, la meccanica e le gomme e più a fare giri veloci e a duellare direttamente con l’avversario.

Che fosse una 24 ore particolare lo si era capito fin dall’inizio con ben 60 auto sulla linea di partenza (l’edizione più numerosa di sempre); gli equipaggi hanno però dovuto aspettare a darsi battaglia dal momento che che la prima ora di gara è passata dietro la safety car a causa della pioggia battente. Già durante i primi minuti la Audi #7 (Lotterer-Fässler-Tréluyer) è dovuta rientrare ai box per sostituire il turbocompressore (probabilmente danneggiato dalla pioggia) e ha così perso numerosi giri dalla testa della corsa. All’apertura delle ostilità Porsche e Toyota si sono date battaglia per tutta la gara avvicendandosi alla testa della corsa durante i pit stop; questi duelli hanno però avuto fine al calare delle tenebre quando la Porsche 919 H #1 (Bernhard-Hartley-Webber) è stata fermata da un misterioso problema al motore che l’ha costretta al box per svariate ore, dando così pista libera alla Toyota TS050 #5 (Davidson-Buemi-Nakajima) pista libera, nel frattempo anche l’altra Audi accusa dei ritardi per minori problemi tecnici.

Fonte: FIA WEC
Fonte: FIA WEC

Sul finire della gara anche la Porsche #2 (Lieb-Dumas-Jani) accusa lievi problemi e perde quindi un giro dalla testa della corsa. A mezz’ora dalla fine la Toyota #5 sembra non avere rivali: corre in testa con un giro di vantaggio sul secondo classificato, l’ultimo pit stop è già stato eseguito e la macchina va bene. I visi dei meccanici e dirigenti Toyota cominciano a distendersi in ottimistici sorrisi, la Toyota sta per conquistare per la prima volta la leggendaria 24 ore di Le Mans, 25 anni dopo la Mazda (la prima vittoria giapponese a Le Mans). Ma le gare si vincono sulla bandiera a scacchi e fino può ancora succedere, proprio tutto! Dopo 23 ore e 57 minuti di gara, a 3 minuti dalla fine, al penultimo giro la Toyota in testa ha un improvviso calo di potenza e procede lentamente sul rettilineo di Hunaudières. I visi al box Toyota passano rapidamente dalla soddisfazione di chi è convinto di avere la gara in tasca allo sgomento totale. La Toyota #5 riesce lentamente a raggiungere il traguardo e a cominciare l’ultimo giro, per poi inchiodarsi definitivamente una ventina di metri più avanti. A questo punto per la Porsche #2 si tratta soltanto di una cavalcata trionfale: Dumas comincia l’ultimo giro sorpassando con sguardo incredulo la Toyota accostata sulla destra e conduce la sua Porsche fino alla vittoria. Al secondo posto, a mitigare la sconfinata delusione alla casa nipponica, la Toyota #6 (Sarrazin-Conway-Kobayashi) mentre in terza posizione troviamo la Audi #8 (Duval-Di Grassi-Jarvis). Ironicamente la Toyota #5 risulterà NON CLASSIFICATA.

Fonte: La Stampa
Fonte: La Stampa

Colpi di scena non sono mancati nemmeno nelle alte categorie: in LMP2 un incidente a sole 5 ore dalla fine ha costretto al ritiro la Manor #44 (Graves-Jakes-Mehri) che ha condotto a lungo la gara, dando così la vittoria alla Signatech Alpine #36 (Lapierre-Menezes-Richelmi) che conquista una prestigiosa quinta piazza in classifica generale.
In GTE Pro la battaglia tra Ford e Ferrari è stata serrata per tutte le 24 ore di gara, ma con le due Ferrari AF corse fuori gara (la #71 insabbiata e la #51 per un problema), Ford è riuscita a conquistare il gradino più alto e il più basso del podio (rispettivamente #68 e #69), con la sola Ferrari 488GTE del team americano Risi Competizione (Fisichella-Malucelli-Vilander) a difendere i colori del cavallino in seconda posizione. Tutte e tre le vetture sono arrivate al traguardo nello stesso giro, segno della grande competizione nella categoria.
Infine in classe GTE Am il team statunitense Scuderia Corsa è riuscito a portare la sua 458 Italia GT2 davanti a quella del Team AF Corse e alla Porsche 911 RSR del team Abu Dhabi-Proton Racing.

Fonte: performance.ford.com
Fonte: performance.ford.com

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Lorenzo Garofano

Studente di Scienze della Comunicazione a Verona con una passione irrefrenabile per l'automobilismo. Il richiamo della pista è l'unica tentazione a cui non so resistere.

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