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Tecnologia e codice della strada: cosa cambia

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Il modo di guidare è cambiato e se ne è reso conto anche il legislatore inserendo nuove norme nel codice della strada e variando (almeno in parte) le vecchie. Ma sono cambiate le abitudini e soprattutto la tecnologia con cui interagiamo continuamente anche quando siamo alla guida.

Le case automobilistiche sono coinvolte in questo processo in maniera duplice: rispondono alle esigenze del mercato, cogliendo i bisogni, ma al tempo stesso creano il mercato, proponendo modelli sempre più avanzati, che puntano ai giovani e ai giovanissimi, come ad esempio la Volkswagen che propone una propria selezione di vetture, piccole e grintose, ai neopatentati (http://it.volkswagen.com/it/guida_all_acquisto/gamma_neopatentati.html).

Fonte: www.volkswagen.it
Fonte: www.volkswagen.it

Uno spaccato di questi cambiamenti è visibile nei nuovi 54 quesiti che dal 1° giugno sono oggetto dell’esame teorico per prendere la patente (non cambiano i tempi, 30 minuti, e il numero di quesiti, 40 domande a risposta multipla, aumenta solo il numero delle potenziali domande).
I quiz aggiunti sono quasi tutti attinenti allo stato di guida in cui si trova il conducente, alla sua attenzione sulla strada, all’uso o meno di un telefono cellulare o di un navigatore.

La tecnologia è diventata “norma”. E la norma è stata, per così dire, interpretata dalla casa costruttrice, che ha puntato moltissimo sulla sicurezza stradale (airbag, sistemi di assistenza in frenata, antislittamento, sensori dello stato di guida), per migliorare la sensazione di guida e infondere un senso maggiore di fiducia anche nei neopatentati.

Ma non solo. Le case automobilistiche assecondano anche le esigenze e i desideri dell’utente che ha bisogno di sentirsi connesso e in relazione col mondo (connessione Bluetooth, sistema audio integrato, display touch a colori). Optional che però devono essere usati con criterio. Ed è qui che torna il legislatore, che in maniera non troppo velata invita alla prudenza.

Nei nuovi quiz si chiede se chi guida “deve” accettare l’invito da parte dei passeggeri ad andare più veloce; oppure, se ritenendo che non ci sia alcun pericolo imminente il conducente, continuando a guidare, può mandare un messaggio veloce col telefonino; o se, sempre guidando, può programmare il navigatore.

La consuetudine crea la norma; le case automobilistiche si adeguano, concentrandosi su alcuni obiettivi di sicurezza e sulle aspettative del mercato; e l’utente finale, il guidatore esperto quanto il neopatentato, deve sapere quando fermarsi, quando impostare una modalità di guida piuttosto che un’altra, l’uso di un’app piuttosto che un’altra.

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