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Tuona Altroconsumo: VW non ha risolto il problema La situazione secondo Altroconsumo dopo il richiamo peggiora, leggi qui e scopri di più

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Giorni fa il Touring Club Svizzero ha comunicato di aver sottoposto a test di verifica quattro auto di modelli interessati dalla vicenda Dieselgate e che i risultati avevano evidenziato come, dopo l’intervento presso la rete di assistenza della Casa, le auto risultassero in regola e senza significative differenze nel rendimento.
L’organizzazione italiana per la difesa dei consumatori Altroconsumo non è però della stessa opinione e ha consigliato i proprietari di auto “richiamate” di non portarle in officina in quanto l’intervento previsto dalla casa non regolarizzerebbe la vettura. Questo in base a un test compiuto da Altroconsumo.

Fonte: autoblog.com
Fonte: autoblog.com

In Svizzera sono state sottoposte al test tre Audi A4 Avant 2.0 TDI e una Volkswagen Golf con cambio manuale. Le prove al banco hanno fatto rilevare che dopo l’intervento di “richiamo” la potenza delle quattro auto è rimasta invariata (il comunicato non fa riferimento alla coppia). Il consumo delle tre Audi non ha poi subito aumenti mentre sulla Volkswagen Golf si è segnato un incremento di 0,15 litri ogni 100 km. I test fatti compiere da TCS, ADAC e ÖAMTC hanno anche evidenziato che “fuori dal ciclo di misurazioni prescritto dalla legge” le modifiche apportate alle vetture hanno dato luogo a un “effetto positivo in termini di emissioni di NOx, tagliate di circa il 12% sulle Audi e addirittura del 36% sulla Golf in prova”.
Fonte: carwow.co.uk
Fonte: carwow.co.uk

L’Associazione Altroconsumo ha trovato però discrepanze importanti eseguendo il test personalmente e diffondendo poi un video ed un comunicato stampa all’attenzione dei consumatori. Il test è stato eseguito su una Audi Q5 2.0 TDI 110 KW. L’auto è stata testata una prima volta così come è stata consegnata dalla Casa al proprio cliente e una seconda volta dopo che l’officina delle rete ufficiale Audi aveva apportato le modifiche previste dal “richiamo”. Il risultato è stato negativo.
Le emissioni di ossidi di azoto (NOx), rilevate dai test dopo la rimozione del software illegale da parte del centro assistenza, superano di circa il 25% i limiti stabiliti dalla legge, risultando non conformi ai requisiti di omologazione Euro 5”.
 In particolare le emissioni rilevate durante il test su strada “sono rimaste sostanzialmente immutate – riferisce Altroconsumo – ma il test di omologazione su rulli ha rilevato un chiaro aumento delle emissioni di NOx”. Secondo i test di Altroconsumo “i nuovi valori sono risultati talmente alti da sforare di gran lunga i limiti Euro 5: 225,5 mg al chilometro contro i 180 previsti dalla normativa, il 25% in più”.

Altroconsumo ha quindi sollecitato il Ministero dei Trasporti e il KBA (l’ente tedesco che si occupa di omologazioni) di compiere una verifica degli interventi previsti per i “richiami”. Oltre a ciò, Altroconsumo consiglia i proprietari delle auto interessate a non portarle in officina per l’intervento di modifica e di aderire alla azione legale collettiva “class action” che l’associazione ha promosso davanti al Tribunale di Venezia. L’iniziativa mira a ottenere un indennizzo pari al 15% del valore dell’auto per gli automobilisti propietari di una vettura turbodiesel dotata del software incriminato, “come già riconosciuto (da 5 a 10.000 dollari per auto) negli Stati Uniti ma non ancora in Europa”.

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