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Elettrico, è così facile cambiare tutto in così poco tempo ?

L’adozione dell’elettrico è sempre di più una sfida impossibile e i Costruttori stanno scendendo in campo per spiegare perché niente è facile come sembra

Toyota si è esposta sul tema elettrico, sostenendo che l’addio all’endotermico è tutt’altro che possibile. Così i rappresentanti dell’azienda hanno commentato su Reuters la decisione di non aderire agli impegni della Cop26 che prevedono lo stop alla vendita e alla produzione di veicoli tradizionali entro il 2040. Secondo Toyota lo sviluppo dell’elettrico non è compatibile con le infrastrutture del mondo.

Ci sentiamo obbligati a sottolineare che se è Toyota a sostenere questa visione una riflessione è necessaria. Infatti, e il nostro Paese ne è un esempio per parco circolante, Toyota è stato uno dei primi costruttori a proporre vetture ibride sul mercato spingendo fortemente su numeri e condizioni commerciali accattivanti. Ecco allora il commento ufficiale alla questione adozione di massa dell’elettrico: “Dove esistono l’energia e l’infrastruttura per la ricarica, le condizioni economiche e la disponibilità del cliente, siamo pronti ad accelerare e a sostenere la transizione con veicoli a emissioni zero appropriati. Tuttavia, in molte aree del mondo, come l’Asia, l’Africa, il Medio Oriente, non c’è ancora un contesto operativo adatto a promuovere il trasporto a zero emissioni. Pensiamo che ci vorrà più tempo per fare progressi. Quindi, è difficile per noi impegnarci ora nella dichiarazione congiunta” presentata alla conferenza di Glasgow.

A sostenere la tesi di Toyota ci sono i numeri. Se l’elettrico cresce in Europa, Cina e USA non è lo stesso in Sud America e in Africa. Le tre aree geografiche coprono insieme il 90 % della vendita mondiale. E’ normale dunque che un costruttore non possa votarsi esclusivamente a questa produzione se la stessa non ha mercato in tutto il mondo ! La stessa volkswagen, che dal canto suo crede nel futuro elettrico, ha affermato come i tempi di adozione di questa tecnologia varino da regione a regione. Herbert Diess, AD di VW ha affermato che nel 2035 potrebbe avere senso produrre auto a carburante sintetico in zone come l’America Latina.

Da quanto detto, e i due costruttori insieme producono circa 20 milioni di vetture l’anno, entro il 2030 cambierà ben poco anche a causa delle difficoltà infrastrutturali nel reperimento di materiali per le batterie, nello sfruttamento di nuove miniere e sinteticamente nell’assenza delle materie prime necessarie a far si che ci sia questo imponente stravolgimento produttivo. Dall’altra parte l’Europa ha però imposto lo stop alla produzione di autovetture endotermiche entro il 2035, un obiettivo molto ambizioso! Tutti i costruttori sono scettici. Vedremo cosa succederà dal punto di vista burocratico e come questo impatterà sul mercato automobilistico europeo.

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