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Allarme alluvioni auto: assicurazione, rimborsi e meccanico

Le auto moderne, ricche di componenti complesse, costose e delicate, sono studiate per resistere, senza rischi d’infiltrazioni, alla pioggia e alle strade bagnate: non certo per essere a tenuta stagna. Di conseguenza, basta una permanenza anche per pochi secondi nell’ acqua “alta” per causare problemi direttamente proporzionali al livello di acqua raggiunto ed imbarcata dalla vetturo: basta che la fanghiglia entri dal tubo di scarico per “sporcare” il filtro antiparticolato e, magari, il catalizzatore.

Se l’acqua sale di più, sono a rischio di ossidazione e cortocircuito le componenti elettroniche (centraline e sensori) montate nella parte più bassa della vettura, senza dimenticare quello che succede, nell’abitacolo, a rivestimenti, imbottiture, comandi e strumenti vari. Già a questo punto, spesso la riparazione diventa economicamente poco conveniente, oltre che molto complessa e dai risultati poco prevedibili.

Un meccanico può fare un preventivo di massima per “recuperare” un’auto “allagata”, ma non è detto che durante la riparazione, o in seguito, non si trovino “sorprese”. In ogni caso, i danni variano in base all’altezza dell’acqua.
Se l’acqua raggiunge il livello dei finestrini l’abitacolo va ripulito a vapore, e si cambiano airbag e pretensionatori. Da verificare: centraline, strumenti e motorini elettrici: non si può dire in anticipo se l’acqua li ha danneggiati. Infine, il motore va smontato. Se l’auto è vecchia (vale poco) conviene rottamarla.

Fonte: http://image.3bmeteo.com/
Fonte: http://image.3bmeteo.com/

Con acqua a filo delle ruote prima di avviare il motore, si verifica che non sia entrata acqua nel collettore di aspirazione. Si puliscono la moquette e i sedili con un getto di vapore, facendoli poi asciugare accuratamente. Sotto le porte invece molto probabilmente si può stare tranquilli: la parte inferiore dell’auto non subisce danni a contatto con l’acqua.

I “danni da immersione” sono coperti dalle polizze per “eventi atmosferici” o calamità naturali” (costano circa 20 euro l’anno ogni 10.000 euro di valore dell’auto). L’assicurazione pagherà solo se c’è stata una calamità (a stabilirlo è l’Ufficio meteorologico dell’aeronautica) del tipo indicato sul contratto (“bufera”, “tempesta” e così via); niente rimborso se, ad esempio, l’allagamento è dovuto a tombini intasati, né se si danneggia il motore entrando in una pozza profonda (la si poteva evitare). L’indennizzo non è mai totale; va decurtato il valore più alto tra la franchigia (per esempio, il 10% del danno) e lo scoperto (per esempio, 500 euro). Chi non è assicurato può chiedere i danni al Comune, ma l’indennizzo sarà parziale (e non è detto che arrivi). Se l’auto era in cortile o in garage, invece, a volte ci si “salva” con l’assicurazione dello stabile.

Il consiglio che vi diamo noi di Carblogitalia.it è quello di aspettare il defluire dell’auto senza avviare il motore per evitare ulteriori danni. Chiamare un carroattrezzi e rivolgersi ad una officina certificata anche se i costi di manutenzione potrebbero essere più elevati. In più chiamate subito la vostra agenzia assicurativa per verificare le coperture della polizza.

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