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Caso Renault: ecco quello che non ci dicono

Protagonista della giornata di ieri in Borsa, la Casa Automobilistica Renault, ha trascinato giù tutto il settore automotive per il sospetto di un nuovo caso Dieselgate, dovuto all’ingresso delle Forze dell’Ordine nella sede principale del Costruttore. In poche ore il titolo ha perso oltre 5,4 miliardi di euro, chiudendo intorno al 10% di perdita complessiva.
Novità al riguardo sono state riportate dall’affermato autoblog.com questa notte.
Secondo la rivista statunitense infatti, seguendo la scia della vicenda Volkswagen il Governo francese avrebbe effettuato controlli sulle emissioni di 100 vetture, 25 delle quali appartenenti appunto al marchio Renault.

Secondo quanto dichiarato da Renault i funzionari hanno visitato la sede centrale e due centri tecnologici “per effettuare controlli sul posto e indagini materiali al fine di confermare definitivamente i primi risultati derivanti dall’analisi della commissione tecnica indipendente”. Appena la notizia è arrivata agli investitori, per paura di un altro scandalo, questi avrebbero iniziato a vendere le quote azionarie in loro possesso.

A sostegno sono arrivate anche le dichiarazioni del Ministro dell’Ecologia Segolene Royal che ha voluto rincuorare gli azionisti. Renault adesso deve difendere la sua reputazione di marchio “green” e non solo lei, perchè anche altri marchi avrebbero ricevuto la visita dei funzionari (i nomi non sono ancora usciti). Il marchio francese da sempre attento all’ambiente, ha ricevuto una escalation di pressioni soprattutto dopo che dalla Germania sarebbero arrivate voci sulla possibile falsificazione delle emissioni su Renault Espace.

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