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Crisi auto, cosa si aspettano gli esperti del 2022

Aspettative per il 2022 per il settore automotive che è in piena crisi a causa del Covid e delle sue conseguenze su numerosi ambiti produttivi

Le crisi nel settore dell’auto ormai lo sappiamo hanno sempre la coda lunga e il 2022 sarà un anno pieno di interrogativi per tutti i protagonisti del settore, costruttori e venditori in testa. Il 2021 è stato tempestato dalle conseguenze del Covid che già negli anni precedenti avevano minato la produttività industriale e i margini. Pensiamo su tutte alla crisi dei microchip (qui c’è il nostro speciale al riguardo se vuoi leggerlo), alle difficoltà nei trasporti ed energetiche e infine all’approvvigionamento di risorse e componenti essenziali alla produzione. Criticità che purtroppo nel 2022 non spariranno.

I semiconduttori restano il problema principale. Bisognerà attendere almeno Giugno per vedere gli inizi della stabilizzazione del mercato. Il picco dei problemi di fornitura c’è stato durante l’estate di questo anno. Nel 2022 ci saranno difficoltà decrescenti e speriamo inferiori a quelle sperimentate fino ad oggi. Da una parte i Costruttori infatti hanno provveduto ad effettuare nuove commesse, dall’altra in alcuni casi hanno iniziato a produrre da soli le componenti essenziali. IHS Markit prevede che la produzione di veicoli dovrebbe salire a 82,3 milioni di unità dalle 75 attuali con un +9%, di questi 18,5 milioni saranno prodotti in Europa.

Lato energia scenario preoccupante. Materie prime ed energie rappresentano le variabili impazzite della funzione. Prevedere come evolverà il mercato sotto questo aspetto è difficile e materia di geopolitica. Sono infatti le questioni politiche ad aver spinto alle stelle i prezzi del gas rendendo la produzione, in ogni settore, molto più onerosa. Il settore automotive sembra, per il momento, che stia riuscendo a tamponare l’emergenza trasferendo i costi maggiori ai consumatori. Audi, Mercedes e BMW per esempio, si legge online che hanno aumentato i ricavi del 25% rispetto ai livelli pre-pandamia sfruttando la scarsità dell’offerta rispetto alla domanda.

Domanda che sarà di 82,4 milioni di veicoli, proprio quelli che i Costruttori cercheranno di produrre. Crescerà del 3,7 % rispetto al 2021 con 15 milioni richieste nella sola Europa. Questo sempre stando allo studio di IHS Markit.

Lo scenario descritto è in continua evoluzione e di certo cambierà di molto nelle prossime settimane. Il Covid non è purtroppo controllabile e così una ripresa dei contagi può rappresentare un ulteriore ostacolo alla ripresa. Una caduta della produzione poi porterebbe ad ulteriori carenze di chip e ad incrementi sostenuti di materie prime e componenti energetiche.
La sfida è aperta. Noi seguiremo il mercato e ve ne riporteremo i dettagli.

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