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Diventare ricchi vendendo auto Dicembre tempo di Bilanci e qui parliamo del diventare ricchi vendendo auto

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Diventare ricchi vendendo auto è uno dei luoghi comuni più diffusi nel nostro Paese! In Italia se vendi auto sei ricco, che tu sia un concessionario, un rivenditore in proprio o un venditore alle dipendenze di qualcun altro. Insomma se ci sono le auto di mezzo chi le commercia fa molti soldi secondo la gente, ma è davvero così ? Analizziamo a fondo la questione.
Siamo a Dicembre, la fine del mese è vicina e chiunque gestisce una società in proprio sta in queste ore terminando le revisioni dei Bilanci che possono essere portate avanti per qualche altro mese nel 2019 prima della consegna ufficiale.
Da questo momento in poi la vicenda che andiamo a trattare diventerà tecnica, dunque cercheremo di renderla più comprensibile possibile, questo per aiutare anche chi non possiede nozioni di disciplina aziendale a comprendere il centro della nostra narrazione.

Partiamo dalla situazione dei Rivenditori autorizzati dai marchi in Italia.
Attenzione! La prima distinzione che dobbiamo fare è proprio questa, tra chi commercia in proprio (e magari espone nei locali dell’attività i brand di noti produttori di autoveicoli) e coloro che ogni anno versano una quota per entrare ufficialmente nella rete autorizzata dai Costruttori.
Noi ci riferiamo ai secondi, i soli di cui abbiamo dati certi e soprattutto reali, visto che in questi casi le voci di contabilità vengono controllate non solo dall’ufficio Commercialista dall’Azienda, quanto dal Reparto di Revisione Contabile Interno proprio al marchio di cui ogni Costruttore ha una sede nel nostro territorio.
Cardine del discorso è che le “Concessionarie” di automobili non guadagnano chissà quale montagna di soldi infatti, secondo i dati, le migliori riescono ad accaparrarsi (prima delle tasse) una percentuale di introiti che oscilla tra il 2.5% ed il 3% se rapportato al fatturato.
Prova a pensare quanto ricarico c’è su qualsiasi altro commercio come i vestiti, i profumi o nel settore alimentare. Una simile percentuale non riuscirebbe a coprire i costi sostenuti dall’imprenditore e poi, dì la verità, venderesti mai un pacchetto di gomme ad 1€ per guadagnare 3 centesimi?

Fonte: blogspot.com


Perchè nel settore auto però sembra funzionare?
Semplice, la chiave sta nell’auto. Le automobili sono il secondo bene più importante da acquistare nella vita di una persona e tra i più elaborati prodotti della mente umana, cosa che le rende anche le più care “cose” da acquistare dopo la case. Ecco dunque che il fatturato, ovvero il giro di affari generato dai Rivenditori (che siano ufficiali o meno) è sicuramente più alto di quello che possono generare le altre attività che abbiamo citato prima e, come dimostrato, facilmente si supera il milione di euro di fatturato annuo per le realtà più piccole. Grande il fatturato, piccolo il guadagno che comunque permette di coprire i costi per coloro che riescono ad organizzarsi bene.

Troppo facile dirai tu. Quando si guarda il bicchiere pieno è facile dire “si guadagna tanto”, “quanti soldi fanno” e via dicendo. Proviamo ad analizzare una parte dei costi.
Per essere attivi nel commercio di auto serve prima di tutto una società, che va istituita (pagando tutti gli atti necessari ed il notaio), senza contare che bisogna dotarla dei mezzi utili ad operare, un capitale (quindi una somma di denaro) che sia utilizzabile per compiere tutte le azioni che rientrano nella gestione ordinaria, come l’acquisto dell’auto, l’anticipo delle immatricolazioni e l’acquisto di pezzi di ricambio. Tutte spese che il concessionario sostiene autonomamente e che solo al momento del pagamento da parte del cliente rientrano in possesso, con la speranza di aver creato profitto.
Potresti pensare: “non ho la liquidità quindi userò dei prestiti bancari“. E’ un’opzione rilevante, fatto sta che un interesse (ovvero il costo del denaro in prestito da pagare alla banca) più alto del sostenibile può portare ad una perdita in pochissimo tempo, da risanare nuovamente con mezzi propri che poi se esauriti non rendono l’attività meritevole di prestito.
In poche parole l’attività del commerciante di auto si muove su un filo di equilibrio continuo tra costi e ricavi che nel giro di poche ore possono portare l’azienda dal ricavo alla perdita.

Quanto costa l’autorizzazione di un Brand?
Ti sorprenderà che non basta pagare per esporre un marchio, forse una volta era così, adesso non lo è più. Ogni Casa automobilistica, anche la più “povera” ha standard di qualità altissimi e pretende strutture, personale, computers, strumenti e formazione continua per il Concessionario aderente che può pagare fino al milione di euro per entrare nella rete di autorizzati (con l’acquisto dei macchinari, l’assunzione di personale, i corsi di formazioni, le certificazioni) e versare una cifra pari o superiore ai 150/200mila euro annui per continuare ad operare con il marchio. Se non bastasse, il contratto che lega i Rivenditori alla Casa Madre (seppur segreto) prevede dei precisi impegni in termini di vendita a cui rispondono precisi impegni economici per l’anno in questione.
Non a caso, soprattutto dopo la crisi, sono sempre di meno i Rivenditori in Italia e si è assistito alla nascita delle Mega Concessionari, realtà che fatturano centinaia di milioni di euro l’anno e che si contano sulle dita delle mani.

Questa è solo una piccola introduzione e spiegare in 10 minuti un mondo così complicati sarebbe folle.
Il mestiere del venditore di auto, per concludere, sta cambiando in maniera rapida ed inarrestabile. I marchi si muovono per vendere da soli le auto mentre le realtà enormi stanno acquisendo una dopo l’altra le aziende più piccole per creare un agglomerato unico. Così come nel mondo si arriverà a pochi Gruppi possessori di tanti brand (un modello Volkswagen per intenderci) così nel mondo delle Concessionarie si arriverà a tante sedi in mano a pochissime entità.
Vendere auto solo a quel punto potrebbe portare realmente a guadagni enormi per ripagare però le  spese incredibili che comportano queste attività e più sono grandi le spese più il fallimento è certo se si sbaglia anche solo una piccola cosa.  Morale della favola, più alto è il rischio più alto è il guadagno ma anche viceversa! Quindi pensa bene la prossima volta e se credi sia facile mettiti in gioco da domani mattina 🙂
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