buzzoole code

Mobilità elettrica, ne abbiamo parlato con la Dottoressa Guidi La Dottoressa Guidi sta svolgendo degli interessanti studi sull'elettrificazione e la sostenibilità, qui i dettagli

Fallo sapere ai tuoi amici

Abbiamo avuto il piacere di parlare di mobilità sostenibile con la Dottoressa Emanuela Guidi, eccellenza italiana che ha dedicato i suoi studi all’analisi e all’approfondimento del tema elettrico, analizzando vantaggi e svantaggi del nuovo modo di muoversi, di come questo venga percepito dalle generazioni più giovani e di come impatterà sul panorama economico internazionale, quindi anche sul lavoro. 

La trasmissione economica dell’energia senza fili è di importanza fondamentale per l’uomo. Gli permetterà infatti di dominare incontrastato sull’aria, sul mare e sui deserti. L’uomo sarà libero dalla necessità di estrarre minerali o petrolio, trasportare e bruciare combustibili, abolendo così molteplici cause di inquinamento. Il glorioso sole diventerà il nostro servo ubbidiente. Pace e armonia si diffonderanno sulla Terra”, Nikola Tesla.

Gli studi della Dottoressa Guidi partono da qui, da una frase di oltre cento anni fa quando Tesla trattava i temi che fanno oggi discutere il mondo intero, quelli legati alla rivoluzione energetica.
L’accelerazione e l’impennata di decreti, i cambiamenti nella stessa produzione industriale avvenuti negli ultimi mesi a vantaggio della mobilità elettrica, sono legati fondamentalmente a quattro ragioni: 

  • 900 Mila morti all’anno per inquinamento, più di 34 mila solo in Italia, principalmente per problemi a livello respiratorio;
  • La costante attenzione delle organizzazioni al tema della sostenibilità, il progetto 20-20-20 e la conferenza di Parigi;
  • La presenza di sostanze inquinanti tra cui NOX, particolato, black Carbon;
  • Lo scandalo Dieselgate della Volkswagen;

La nuova idea di connessione sta portando ad una vera e propria rivoluzione che produrrà cambiamenti a livelli tecnologici e culturali.  Punti deboli di questo processo inarrestabile sono la scarsa informazione e la poca conoscenza di quello che sta accadendo.
Per questo la Dottoressa Guidi ha deciso di sottoporre questionari ed interviste a ragazzi con età compresa tra i 20 ed i 35 anni, cercando di capire a che punto siamo.
Dai risultati dell’indagine è evidente come cresca l’interesse per la sostenibilità e le energie alternative destinate all’alimentazione dei veicoli senza però saper distinguere tra vantaggi e svantaggi.
Circa il 52% degli intervistati non acquisterebbe un veicolo elettrico.
A quanto pare infatti, tra i vantaggi ci si immagina solamente la riduzione dell’inquinamento, trascurando l’integrazione con la rete, i bassi costi di manutenzione, l’innovazione tecnologica e la diminuzione della componentistica.
Gli svantaggi percepiti poi sono frutto di falsi miti riguardanti l’elettrico: lentezza, difficoltà di utilizzo, aumento di incidenti per scarso suono, poche infrastrutture di ricarica e costi ancora troppo elevati.
Sembra dunque lontana la comprensione del processo in corso che cambierà radicalmente la realtà industriale del nostro Paese e del mondo, producendo posti di lavoro diversi con spazi e possibilità destinate soprattutto ai giovani. Questo suggerisce come sia necessario sensibilizzare i giovani al tema della sostenibilità e di farlo con tutti i mezzi efficaci di comunicazione, social networks in testa.

La Dottoressa Guidi il giorno della discussione della sua Tesi

Proprio qui entra in gioco il lavoro di Emanuela Guidi che pone le basi di un percorso a lungo termine per capire da vicino questa nuova realtà.
Il concetto di e-mobility viene inteso come l’insieme di tutti quei veicoli che utilizzano l’elettricità come fonte di alimentazione ed hanno la possibilità di ricaricare la batteria semplicemente collegandola ad una rete elettrica. Ad oggi i mercati più influenti e sviluppati per e-mobility sono la Cina, il Giappone, l’America in particolare la California, patria della Tesla, e l’Europa essenzialmente grazie ai Paesi Nordici. Il caso emblematico è quello della Norvegia dove si registra una crescita esponenziale negli ultimi 7 anni, con la politica che ha da anni abbracciato la sensibilizzazione nei fatti dell’energia pulita, con programmi di incentivazioni ed investimenti diretti di capitali nel settore. 

In questo contesto si inserisce l’Italia con un parco circolante di veicoli elettrici pari allo 0,4% del totale, in crescita nell’ultimo anno ma comunque lontano dai Paesi che guidano la tendenza.
Secondo uno studio di Bloomberg, ci dice la Dottoressa Guidi, ci sarà il sorpasso dell’elettrico sul tradizione modo di muoversi entro 20 anni. Questo perchè l’introduzione della mobilità elettrica comporta anche la necessità di ridisegnare la morfologia delle aziende che, per restare nel mercato, devono fin da subito iniziare a creare un nuovo modello di business e a stanziare investimenti.
A rallentare lo sviluppo ci sono due caratteristiche più evidenti e riscontrate essere le maggiori cause di scetticismo sono:
– La barriera economica poiché gli EV sono pochi e quelli che ci sono vengono venduti con prezzi elevati, quindi ne il singolo cittadino ne le aziende sono incentivate ad investire ingenti somme di denaro;
– La range anxiety ovvero una nuova patologia di cui siamo già tutti affetti,  la paura di restare senza carica. Noi la conosciamo in minima parte con l’utilizzo di apparecchiature ad esempio cellulari o pc, ma ovviamente per la mobilità è molto più grave poiché sono inclusi nel settore anche bus che trasportano cittadini.

Fonte: Enel

Parlando dei pro e contro sicuramente vi sarà un’economia che sale ed una che scende poiché nei prossimi 15/20 anni numerosi mestieri quali ad esempio benzinai o meccanici andranno a scomparire lasciando il posto a professioni più specializzati. Si stimano 200.000 nuovi posti di lavoro, principalmente inerenti o intorno i nuovi attori della filiera.
L’Italia gioca il suo ruolo in questa partita, grazie ad Enel che ha stilato ed approvato due piani d’azione, uno strategico e l’altro sostenibile, con un investimento di circa 28 Mld di € in un triennio (2019/2021).
La divisione di Enel che si muove a livello internazionale e che si occupa di creare delle soluzioni tecnologiche volte alla creazione di valore per il cittadino è Enel X. Essa ovviamente tutela il singolo a 360° e per questo ha creato le diverse linee:
– E-Home
– E-City
– E-Hindustry
– E-Mobility
L’azienda italiana sta investendo in infrastrutture, in integrazione, partnership e piattaforme o app di IoT (Internet delle Cose), ritagliando un ruolo importante per il nostro Paese, da leader del settore.
Per quanto riguarda i punti di ricarica, ad esempio, è stato lanciato il Piano Italia che prevede un investimento di circa 300 mln di € per la creazione di una rete infrastrutturale lungo il territorio così da avvicinare i punti di e-repower e quindi rimuovere il problema della range anxiety descritto in precedenza.
Per velocizzare la trasformazione Enel ha creato Motus-E un’Associazione che ha l’obiettivo di proporsi come intermediario autorevole tra i diversi protagonisti del settore così da migliorare la customer experience. Un tavolo composto oggi da ben 30 associati, anche in concorrenza tra loro, che discutono sull’impegno comune necessario a raggiungere gli obiettivi posti dall’Associazione.

I temi centrali delle analisi hanno riguardato:
L’azione verso le istituzioni —> misure fiscali, incentivi, attenzione a polveri sottili, regolamentazione degli EV sul codice della strada
La comunicazione verso l’esterno —> implementazione dei siti per maggiore fruibilità, organizzazione di eventi divulgativi e creazione di materiale inerenti i benefici così da far conoscere la realtà
Le iniziative di formazione —> rivolte sia i comuni, sia i rivenditori sia per le future figure professionali.
Il tutto avviene lavorando su cinque macroaeree: tecnico-economica, ambientale, comunicazione, formazione e relazioni esterne ed istituzionali. 

Insomma, la forza in gioco è tanta e il processo è avviato seppur incontra ostacoli importanti e di ogni tipo. Prima di lasciarci abbiamo chiesto alla Dottoressa Guidi di descriverci brevemente la sua idea del “domani” e di come fare per far comprendere meglio il settore a tutti, questa è la sua risposta:
Dal rapporto dell’Intergovenment Panel on Climate Change risulta evidente che abbiamo meno di 10 anni per far sì che la rivoluzione venga intrapresa e capita da tutta la popolazione mondiale, questo perché il passaggio alle energie rinnovabili può evitare cambiamenti climatici catastrofici. 
Perché allora non essere parte attiva della trasformazione?
Cosa bisogna fare perciò per far sviluppare il settore?
L’attenzione dei più giovani, come già descritto, si concentra sulla crescita della pubblicità sui social e sull’aumento delle iniziative di conoscenza e formazione a livello sia universitario che extra universitario. Oltre ciò, altra  possibilità sarebbe quella di far circolare attraverso social o vademecum cartacei, dei piccoli dossier riassuntivi che colgano a pieno le funzionalità e i vantaggi legati all’E-Mobility ed organizzare fiere e appuntamenti di test drive, dove appunto anche i più restii al cambiamento possano conoscere in prima persona le funzionalità e la nuova mobilità.”

Ti piace Carblogitalia.it? Aiutaci a crescere, seguici anche su Instagram cliccando qui!

Rispondi o lascia un commento