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F1: dopo i test, i team si scoprono molto diversi ma tutti con due cose in comune Dopo i test conclusi, ecco dati interessanti per capire i valori in campo

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Test conclusi, abbiamo visto tutto ed ecco i primi andamenti e dati interessanti per capire i valori in campo e per tirare le somme iniziali dopo i primi 4 giorni.

L’affidabilità è un tema comune a tutti i team e le rotture sono state quasi nulle, tranne per il problema alla Renault di Palmer o l’alettone della Haas. Un dato che dice tutto sull’affidabilità generale ottenuta dopo due anni di sviluppo dei V6 Ibridi, e i problemi di questi test sono stati ridicoli valutando oltretutto che nei test 2014, la situazione era pietosa in confronto.

Intanto si comincia in casa Honda, con la separazione con Arai, licenziato dalla Honda su richiesta Mclaren per i pessimi risultati ottenuti l’anno scorso e per le scarse prestazioni. Tutto ciò può voler dire molto: l’affidabilità c’è (finalmente, almeno quella) con quasi 120 giri percorsi da Alonso nella 2a giornata, una differenza enorme dal disastro dello scorso anno.
Ma sembra mancare ancora la vera potenza e una buona velocità massima, a meno che sotto il cofano della McLaren non si nasconda un miracolo.

Fonte: www.infullgear.com
Fonte: www.infullgear.com

Ferrari si è data più alla “prestazione” utilizzando le gomme più morbide disponibili, comprese le Pirelli ultrasoft viola. Così Vettel e Kimi hanno staccato il miglior crono, qualche problemino avuto con il pescaggio benzina e i serbatoi, ma nulla di grave in fondo.

La Mercedes invece ha girato con il gas al 50% delle sue possibilità senza spingere con le gomme morbide e girando come un orologio. Con Nico Rosberg e Lewis Hamilton che non hanno rinunciato a stint molto lunghi che fanno bene al kilometraggio e dimostrano una affidabilità preoccupante, ovvero 3000 km senza neppure sfruttare fino all’ultimo minuto le sessioni mattutina e pomeridiana e senza problemi.

La Renault è sembra già un po in difficoltà, con Jolyon Palmer costretto ai box per un problema di turbina che non gli ha permesso di girare, ma poi si è ripresa. Lo smacco più pesante è stato però la Red Bull, che ha girato forte e bene con il suo motore marchiato Tag Heur per “punizione”.

Infine bello e incoraggiante l’ottimo riscontro della Haas VF-16 e la Manor MRT05 appena dietro, così come le Toro Rosso E Force India. Anche i nuovi arrivati e gli ex ultimi della classe sono pronti a dar battaglia con i team di fascia media.

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Lorenzo Cavallo

Appassionato di Formula 1, MotoGP e di molti altri sport motoristici. Tutto cosa monti un bel motore sotto il cofano è apprezzato, la velocità e le corse sono la mia passione. Grazie per aver letto il mio articolo!

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