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FCA sceglie Renault, qui le ragioni per l’accordo FCA - Renault non è più solo una suggestione giornalistica, qui analizziamo le ragioni di un probabile accordo

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E’ di ieri mattina la nota ufficiale emessa da FCA riguardante la proposta di una fusione con Renault che darebbe vita ad una nuova società divisa a metà proprio tra l’attuale pacchetto azionario del Gruppo italo-americano e di quello francese. Da quello che si evince nessun Costruttore avrebbe prevalenza sull’altro e Renault, dopo una lunga riunione interna, ha risposto di essere pronta a valutare e che annuncerà a breve la decisione in merito. Che FCA fosse alla ricerca di un partner se ne parlava da mesi e in questo articolo vogliamo cercare di capire le ragioni e i vantaggi che potranno avere le parti dall’ufficializzazione delle sinergie in gioco.
Se la proposta venisse confermata nascerebbe un colosso da 8.7 milioni di vetture che unite a quelle dei due partners di Renault, Nissan e Mitsubishi, porterebbero il totale a 15 milioni di autoveicoli, piazzandosi ampiamente al primo posto dei Costruttori mondiali, con dietro Toyota e Volkswagen ferme a 10 milioni. Inoltre la presenza sarebbe davvero globale con Africa, Europa, Russia e America. Tante sarebbero le proposte in campo per la clientela a partire da un polo del lusso con Maserati protagonista, passando per i marchi generalisti Fiat e Renault e posizionandosi bene anche nel Premium con Alfa Romeo e Jeep. Spazio anche alle proposte economiche con Dacia e Avtovaz. Tutto, leggendo la nota, senza chiudere alcun stabilimento di FCA.

FCA ha davvero bisogno di un partner? Parliamoci chiaro, l’auto è un gioco costoso e di anno in anno sempre più per pochi. Lo stesso Marchionne aveva detto che solo Gruppi capaci di produrre tra gli 8 e 10 milioni di autoveicoli sarebbero stati in grado in futuro di competere in questo settore dove anche i centesimi fanno la differenza. La creazione di Gruppi, sinergie e collaborazioni permette infatti al singolo Marchio di abbattere, e di molto, i costi proponendo dunque al mercato prodotti più “economici” e soprattutto più redditizi per ogni unità. Ed è questo, in colossi che viaggiano con prestiti altissimi, l’unico modo per cercare di continuare ad essere profittevoli. Nel contesto descritto dobbiamo pensare alla situazione di FCA.
Fiat è uscita bene da due forte crisi, la seconda delle quali ha portato appunto alla creazione del Gruppo Fiat Chrysler primo passo di una visione realmente globale. In questa situazione i conti, il mercato e le scelte hanno portato il Gruppo a perdere dei passi importanti rispetto ai concorrenti in settori strategici per il futuro dell’auto quali l’elettrico e la guida autonoma ad esempio. Dall’altra parte FCA vanta un tesoro liquido unico nel settore automotive, con ingenti risorse economiche che aspettano solo di essere destinate a progetti disegnati per il futuro.
Per questo serve un partner. Perchè si riscontrano segnali di debolezza e cambiamento che FCA da sola non può contrastare. Renault ad esempio potrebbe condividere con FCA le conoscenze riguardanti l’elettrico (la Zoe è la seconda elettrica più venduta in Europa) . Poi utilizzando le stesse risorse per quanto riguarda pianali, motori e soluzioni tecniche sono previsti e raggiungibili risparmi a partire dal 40% del costo complessivo. Dal canto suo Renault acquisterebbe un ulteriore vantaggio nei confronti dei concorrenti globali e metterebbe in banca un grande patrimonio in termini di marchi, liquidità e propulsori. Insomma le ragioni per procedere sono molte, nelle prossime settimane scopriremo se la fusione ci sarà.

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