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Federauto in una nota, subito risorse per i Concessionari

Federauto lancia l’allarme. La Federazione Italiana Concessionari Auto rappresenta 1.100 imprese e un fatturato complessivo di circa 48,6 miliardi di euro prodotti da oltre 120.300 occupati fra diretti ed indiretti. La notizia è stata pubblicata su Repubblica e riportata da alvolante ed è atta a sottolineare la situazione di estrema difficoltà che stanno affrontando i protagonisti del settore auto a causa della pandemia virulenta che sta coinvolgendo il nostro Paese.

Lo scenario descritto dalla Federazione parla di un crollo del 60% delle immatricolazioni che porterà ad uno tsunami di conseguenze per gli operatori. Punti chiave della gestione dell’ emergenza saranno: il personale, per cui oltre alle ferie si aggiungono gli ammortizzatori sociali, il crollo della liquidità conseguente alla mancanza di produzione e la gestione dello stock auto e di magazzino.
Ecco allora che Federauto propone una serie di misure per mantenere la vitalità delle strutture, soprattutto durante il periodo di blocco. E’ fondamentale reperire liquidità.
Queste sono le richieste di Federauto:
L’attività dei concessionari per la vendita e riparazione di autoveicoli e motoveicoli, in ragione dell’elevato valore dei singoli beni, ricade totalmente fra le imprese con un fatturato superiore ai 2 milioni di euro. Non godendo delle agevolazioni di differimento dei termini di pagamento alla Pubblica Amministrazione, si chiede che in sede di conversione in legge del decreto sia inserito un esplicito richiamo a tale attività, utilizzando il parametro del patrimonio netto al 31.12.2018, ultimo bilancio approvato, nel limite di 100 milioni di euro

La compensazione orizzontale dei crediti Iva sia nei confronti dell’Erario che per la parte contributiva sarebbe un grosso supporto alla liquidità delle imprese. Oggi vige il limite di 700.000 euro annui (art. 9 comma 2 D.L. 35/2013). Si chiede di allargare il limite trasformandolo in mensile.

Il decreto-legge è lacunoso nel trattare il caso che riguarda la situazione di dilazione dello stock. Il quesito a cui dare una risposta è: il credito ceduto pro-soluto a una banca terza è da considerarsi alla stessa stregua della sospensione prevista per i debiti bancari a medio-lungo termine? Ciò in relazione all’art. 56 comma 2b per prestiti non rateali che proroga di fatto al 30.09.2020 le scadenze. Per rendere tutto più chiaro si propone di estendere l’art.56 comma 5 anche alle imprese con patrimonio netto inferiore a 100 milioni di euro quanto previsto dal comma 2b, ampliandone la portata ed includendo anche lo strumento del finstock a mezzo factoring.

Con riferimento alle previsioni dell’art. 57, occorre che l’attività condotta dalle concessionarie auto sia ricompresa nell’emanando decreto applicativo.
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