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I tedeschi accusano Fiat: 500X fuori dai limiti delle emissioni

La Deutsche Umwelthilfe punta il dito contro le presunte irregolarità nei valori di emissioni dei motori diesel che equipaggiano i principali modelli oggi in vendita in Europa. Dopo aver pubblicato i risultati fuori norma di Opel Zafira, Renault Espace (con un test che a distanza di due mesi ha fatto scattare le perquisizioni delle forze dell’ordine nella sede della Casa) e Mercedes-Benz Classe C, ora gli ambientalisti tedeschi hanno rivolto la loro attenzione contro Fiat 500X che a sua volta, nelle risultanze di laboratorio diffuse dall’associazione, supererebbe dalle 11 alle 22 volte i limiti europei per gli NOx, quando testata con motore caldo.

“Le discrepanze riscontrate, come riportato da Quattroruote.it, indicano chiaramente la presenza di defeat device”: questo l’affondo di Axel Friedrich (il cofondatore dell’Icct che ha contribuito a portare alla luce il dieselgate VW), che parlando a nome del gruppo ambientalista accusa i Costruttori dei modelli in questione di ricorrere a dispositivi in grado di gestire i controlli delle emissioni per farli funzionare al massimo nei test e ridurne l’efficacia nelle condizioni di utilizzo reale.

Fonte: automoto.it
Fonte: automoto.it

Le prove della Duh, condotte presso i laboratori dell’Università di Scienze Applicate di Berna, si sono svolte su una vettura equipaggiata con il 2.0 MultiJet omologato Euro 6, unità che nel caso specifico aveva circa 4.400 km all’attivo. La crossover, in particolare, ha infranto i limiti Ue di 80 mg/km di NOx negli otto test a motore caldo, e in due a motore freddo effettuati dopo “specifico precondizionamento“.
Interpellato da Reuters sulla questione, il Gruppo Fca si è riservato di non commentare, ma va ricordato che esattamente una settimana fa il Costruttore aveva comunicato la conclusione di un’indagine interna in cui non erano state riscontrate violazioni alla normativa Nedc oggi vigente a livello europeo per la regolamentazione dei test.
Fca aveva precisato la smentita sulla possibile presenza di “dispositivi per rilevare se il veicolo viene sottoposto ad un test al banco in laboratorio”: finora il Gruppo Volkswagen risulta essere l’unico ad aver fatto ricorso a un simile tipo di “defeat device”, stando a quanto emerso nelle indagini avviate ormai da tempo in vari stati.

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