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Microchip: frena l’Automotive, qui le cause

La crisi dei microchip avanza inesorabile, a rischio milioni di autovetture nel mondo

Il Covid-19 ha segnato una battuta di arresto per tutti settori e quello Automotive non fa eccezione, soprattutto dal lato della fornitura di componenti tecnologiche dove i microchip stanno diventando l’incubo dell’industria mondiale. La cosiddetta “chip crunch” mette a rischio non solo la produzione di autovetture mondiale quanto i posti di lavoro collegati. Pensiamo che, secondo uno studio pubblicato da AlixPartners, sarebbero a rischio per il solo 2021 tra le 4 e le 7 milioni di unità prodotte con effetti che si ripercuoterebbero sulle quotazioni borsistiche, i bilanci e il personale produttivo impiegato negli stabilimenti.

Emblematico su questo tema è stato l’annuncio di Toyota avvenuto nei giorni scorsi attraverso il quale è stato ufficializzato un taglio della produzione pari al 40% per il mese di Settembre. Fa riflettere il fatto che, fino ad oggi, il Costruttore giapponese fosse riuscito a correre ai ripari grazie ad un ampio stock di componentistica che evidentemente è ormai insufficiente a sostenere i normali ritmi produttivi.

La situazione di crisi è diffusa, così se Stellantis da una parte “torna all’analogico” dove possibile eliminando microchip e dall’altra prolunga lo stop di alcune catene produttive, Mercedes riduce il lavoro, Land Rover e Jaguar rallentano la produzione con Renault e Volkswagen che fanno lo stesso. La situazione è la medesima negli Stati Uniti dove GM e Ford hanno sospeso le produzioni, auspicando una soluzione dei problemi di fornitura.

Le cause della crisi

Tra gli imputati responsabili della crisi c’è sicuramente la pandemia Covid-19. Nel 2020 il lockdown, costringendo a casa la forza lavoro ha rallentato di molto i ritmi produttivi. Se non bastasse l’aumento della domanda di componenti tecnologiche dovute in primissima battuta allo smart-working ha comportato un picco di richieste di parti elettroniche e schede. La crisi di liquidità e successivamente di solvibilità di alcuni impianti ha poi costretto alla riduzione dei turni di lavoro provocando un’ulteriore flessione nella quantità di componenti prodotte.

Se pensiamo a quanto la tecnologia sia fondamentale a bordo di un’autovettura moderna è facile comprendere quanta componentistica sia necessaria anche per produrre un solo esemplare. Se all’inizio dell’emergenza i Costruttori hanno deciso di tagliare molti optionals basati su microchip delle vetture adesso questo non sembra essere sufficiente e la produzione stessa è a rischio. Non vogliamo soffermarci poi sulle tensioni politiche che si trovano dietro la questione concentrandoci sugli effetti anche per i consumatori ed il mercato auto domestico.

Hai ordinato una vettura nuova ? Occhio alle sorprese

I ritardi per vetture nuove aumenteranno mentre c’è un mercato che beneficerà della situazione, quello dell’usato. Una ricerca di Autoscout24 indica come siano aumentati i prezzi dell’usato e di conseguenza l’interesse per le vetture con due o più proprietari negli obiettivi di ricerca degli utenti che mai come oggi sembrano volere tutto e subito. Insomma, la situazione sembra essere molto lontana da una soluzione. La maggior parte della componentistica mancante viene prodotta nell’Est del mondo e i Costruttori sembra stiano cercando di produrre autonomamente e quanto necessario. Ce la faranno ? Non possiamo saperlo. Quel che è certo è che in ogni caso i tempi di risoluzione di tali emergenze sono tutt’altro che brevi.

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