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Polemica Volkswagen: in USA rimborsa mentre in Italia no

I clienti statunitensi della Volkswagen riceveranno 1.000 dollari quale forma di compensazione in merito alla vicenda del cosiddetto Dieselgate, ovvero il software in grado di abbassare artificiosamente le emissioni inquinanti di alcune vetture con motore a gasolio. L’importo verrà erogato sotto forma di “carta fedeltà” (500 dollari) e di buono sconto da spendere presso un concessionario ma in aggiunta sarà previsto anche un servizio di assistenza stradale 24 ore su 24 per tre anni. Beneficiari i proprietari di un’automobile con motore 2.0 TDI. Maggiori dettagli vengono forniti tramite il sito internet VW, dove sono fornite tutte le informazioni per richiedere l’indennizzo: i proprietari devono soltanto inserire il numero di telaio della vettura, scoprire se questa è coinvolta e fornire i propri recapiti. Il “pacchetto della buona volontà“, così lo hanno chiamato, sarà recapitato dopo quattro settimane.

La presenza di un indennizzo è nota dallo scorso 9 Novembre e torna ora d’attualità in seguito alla dura presa di posizione di Adusbef e Federconsumatori: le due associazioni lamentano infatti la disparità di trattamento fra i clienti statunitensi e quelli italiani, per cui non è al momento previsto alcun contributo. In Italia sono coinvolte 648.458 fra automobili e veicoli commerciali dei marchi Audi, Seat, Skoda, Volkswagen e Volkswagen Veicoli Commerciali. Il gruppo Volkswagen ha stabilito che tutti i veicoli non conformi saranno richiamati per manutenzione dai concessionari, i quali saranno in grado di individuare le auto coinvolti grazie alla lettura del numero di telaio. Adusbef e Federconsumatori hanno sollecitato la formulazione di una nuova class action, grazie alla quale sarà possibile “tutelare le miglia di persone truffate e danneggiate”.

“È semplicemente assurdo auspicare anche in Italia un indennizzo da mille dollari ad automobilista al pari di quanto riconosciuto negli Stati Uniti – recita una nota di Carlo Rienzi, presidente del Codacons. In Italia una simile proposta non sarebbe nemmeno stata presa in considerazione dagli automobilisti. Il danno subito dai proprietari di auto Volkswagen coinvolte nel Dieselgate è assai maggiore, considerata la frode commerciale, la perdita di valore del veicolo e le emissioni inquinanti nell’aria e la casa automobilistica non può pensare di cavarsela con una elemosina come fatto negli Stati Uniti”. La class action è stata depositata presso il Tribunale di Venezia e vi hanno già aderito oltre 12.000 automobilisti.

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