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Ricorso Rossi: l’avvocato è lo stesso che salvò Schumacher

Valentino Rossi ha trovato un indiretto aiuto da parte della Ferrari nella sua battaglia per cancellare la punizione che lo obbligherebbe a partire ultimo domenica prossima a Valencia. Il regista dell’operazione, al quale il Dottore si è rivolto, è infatti il ticinese Massimiliano Maestretti dello studio PsmLaw, che è stato dal 2004 al 2009 consigliere della Ferrari, azienda con la quale collabora tutt’ora e che proprio in quella veste ebbe modo di conoscere il nove volte campione del mondo.
Dopo la sentenza-mazzata di Valencia, consigliato da un amico comune, Valentino ha pensato di affidarsi allo studio luganese quando si è palesata l’opportunità di presentare reclamo al Tas.

Fonte: f1fanatic.o.uk
Fonte: f1fanatic.o.uk

Tra i soci dello studio legale figura Henry Peter, il legale svizzero che redige tutti i contratti dei piloti Ferrari e si occupa di tutte le questioni più delicate del Cavallino. Grazie alla sua abilità, la Ferrari riuscì nel ‘99 a ribaltare il verdetto della Fia sui deflettori che in un primo momento aveva portato alla squalifica di Irvine e Schumacher, autori di una doppietta al GP di Malesia. Insomma, Valentino si è affidato a mani esperte. Ora la parola è alla Corte internazionale di Losanna che potrebbe emettere la propria sentenza esclusivamente sui documenti presentati dal pool di avvocati di Rossi, oppure approfondire l’inchiesta sentendo lo stesso pilota (una ipotesi che però pare poco probabile). Non è previsto alcun dibattimento pubblico e comunque non esiste un iter standard. La sentenza è stata annunciata entro il 6, ovvero venerdì, ma secondo indiscrezioni potrebbe essere anticipata di 24 o addirittura 48 ore, ovvero tra mercoledì e giovedì. Se ne saprà probabilmente di più domani.
Fonte: mondiali.net
Fonte: mondiali.net

Nel clan di Valentino c’è fiducia: tale ottimismo è fondato sulle carte presentate a Losanna. È una sottile, diversa interpretazione di tutti quei dati già esaminati dalla Federazione Motociclistica Internazionale, che doveva decidere sull’appello presentato domenica scorsa dalla Yamaha. Il ricorso era stato respinto ma Valentino, convinto che qualcosa non fosse stato riferito giustamente alla commissione, è andato riesaminare quei dati. Vale è convinto di aver presentato al Tas prove inconfutabili del rallentamento subìto da Marquez. La tesi “difensiva” ruota tutta intorno alla sproporzione della punizione inflitta a Sepang da Uncini, Webb e Alonso e poi confermata dalla Federazione: i legali sono andati a recuperare 95 casi di sanzioni per comportamenti scorretti, dimostrando che in 92 di questi la penalità è stata di un solo punto.

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