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Virus ai danni delle automobili, adesso l’FBI riconosce il pericolo

Dopo i primi test condotti, gli attacchi digitali ai danni delle automobili diventano una minaccia ufficialmente riconosciuta dall’Fbi. Il Federal Bureau of Investigation ha messo in guardia il pubblico americano sulle “vulnerabilità” dei veicoli e le intrusioni da remoto: un rischio che secondo l’ente governativo sarebbe destinato ad “aumentare” con il passare del tempo.

Le nuove tecnologie e le auto connesse saranno vantaggiose “per la sicurezza e i consumi”: tuttavia, questo non esclude l’esistenza di “potenziali minacce (virus) per la cybersecurity” dei veicoli. Per minimizzare i rischi, il Bureau si rivolge sia agli automobilisti sia ai Costruttori, informandoli sulle tipologie degli attacchi, sulle precauzioni e le eventuali contromisure da prendere.

Già la scorsa estate, gli esperimenti di hacker ai danni delle auto si sono moltiplicati: basta ricordare la Jeep Cherokee guidata a distanza, la falla scoperta nel sistema OnStar, la Tesla Model S spenta a bassa velocità o la Corvette fermata con un SMS. Tutti test dimostrativi condotti su difetti corretti e risolti ma che hanno spinto due senatori, Ed Markey e Richard Blumenthal, a proporre una legge anti hacker e pro privacy, attualmente in discussione al Congresso.

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